Seicentosettanta milioni inutilizzabili per effetto dell’impugnativa del bilancio pluriennale della regione siciliana da parte del Consiglio di Ministri e altri 30 milioni che mancano all’appello rispetto alle previsioni 2015. Nella migliore delle ipotesi saranno queste le somme da recuperare per poter abbozzare un primo bilancio di previsione 2016 della Regione siciliana dopo che la giunta di governo ha dato il via libera alla cancellazione dal bilancio, appena ieri sera, di altri 60 milioni di minori entrate tributarie.

La politica torna proprio oggi in attività dopo un mese di stop (con qualche appena abbozzato tentativo di ripresa soft) e si trova subito a fronteggiare il primo problema più che previsto: i conti non tornano.

Settecento milioni di euro mancanti, in realtà, sono una previsione ottimistica. Si tratta soltanto delle somme che materialmente non possono essere impiegate perché risulterebbero palesemente false. Ma il buco di bilancio è ben più consistente di così. la Sicilia, infatti, ha già quasi esaurito i propri margini stabiliti dal patto di stabilità e dunque a breve dovrà bloccare la spesa ad eccezione degli stipendi e (forse) del cofinanziamento comunitario . I margini di spesa fino a fine anno sono appena sufficienti.

La scelta sul cosa rimandare al prossimo anno deve ancora essere fatta ma la coperta è troppo corta. Se si finanzia la spesa dei fondi Ue non si possono pagare gli stipendi dei precari come antincendio e similari, se invece si pagano i precari salta il cofinanziamento e quello non si può spostare in avanti perché il 31 dicembre si chiude definitivamente la possibilità di impiegare i fondi di agenda 2007/2013. In realtà, raschiando il fondo del barile, la giunta ieri ha presentato una proposta di variazione di bilancio che garantirebbe forestali e Pip per il completamento delle giornate lavorative del 2015 ma a discapito di altri tagli nelle spese correnti e di funzionamento che andrebbero spostate al prossimo anno.

Le anticipazioni riguardano 16 milioni sei dei quali sono stati reperiti con tagli ma 10 sono solo sulla carta non essendo ancora arrivata la rimodulazione dal Cipe. Così come sulla carta restano gli 88 milioni che si vogliono dirottare dai fondi per la realizzazione della Nord-Sud la Santo Stefano di Camastra – Gela sempre ai precari. una operazione che passerebbe da investimento infrastrutturale a spesa corrente.

Ecco, dunque, la prima grana anche se l’assessore all’economia Alessandro Baccei i conti li ha già fatti e parla di cifre ancor più consistenti, sia pure gettando acqua sul fuoco dell’allarme. A mancare in realtà potrebbero essere 1 miliardo e 800 milioni complessivamente nel triennio (e il primo anno è già trascorso). Dunque almeno 900 milioni per il solo 2016. a meno che non si considerino ad imputazione di bilancio corrente anche le cancellazioni di residui attivi (che sono state dilazionate in trent’anni ma vanno ugualmente cancellate dai bilanci), nel quale caso la cifra potrebbe gravare tutta su un unico bilancio, il prossimo.

Anche per questo c’è già chi chiede all’Ars di stabilire immediatamente un calendario di lavori che porti al più presto l’assemblea a discutere di bilancio di previsione 2016. La conferenza dei capigruppo si riunisce oggi per stabilire il calendario dei lavori d’aula e dettare l’agenda della sessione autunnale. nel pomeriggio, a partire dalle 16, si torna a sala d’ercole per discutere mozioni e interpellanze fra cui all’ordine del giorno ci sarebbe anche la mozioine di sfiducia al segretario generale Patrizia Monterosso pendente dall’inizio del 2014.

E’, però, improbabile che l’aula decida di avviare subito la sessione di bilancio. più facile che proceda con altre leggi e rinvi il bilancio almeno a novembre. L’assessore, infatti, deve portare in giunta prima le scelte sul bilancio 2015 e sul congelamento delle spese, poi l’assestamento del bilancio in corso che dovrà passare in aula.

Solo dopo questi passaggi potrà occuparsi del bilancio di previsione. Intanto è pronta la prima bozza del Dpef, il documento di programmazione. ma si tratta di una bozza non veritiera che sarà presentata ai sindacati e poi alle commissioni per andare avanti con i lavori ma coscienti che non la si potrà rispettare. Le coperture sono affidate alla cessione di alcuni immobili come nei tempi d’oro dei bilanci creativi. per potere ripianare i conti bisognerà aspettare il confronto con Roma che, però, non ha ancora pronti i propri di bilanci per effetto delle politiche europee e delle scelte sulla tassazione e dunque non potrà dare risposte per tempo.

Si profila un’altra stagione di rinvii sulla falsa riga di quanto visto negli ultimi due anni; poi un bilancio provvisorio dell’ultima ora e, quindi, una approvazione di bilancio di previsione a 2016 inoltrato. Una cosa che a Crocetta potrebbe non dispiacere affatto. In fondo se non c’è il biolancio è minore anche il rischio di imboscate ed elezioni anticipate