Stefano Palazzi, capo della procura federale della Figc, ha chiesto gli atti dell’inchiesta che stamani ha travolto i vertici del Calcio Catania finiti agli arresti domiciliari.

Come era prevedibile la magistratura sportiva ha avviato un procedimento sulla presunta compravendita di partite dello scorso campionato di Serie B, ma come sottolineato stamani dal presidente della Lega cadetta, Andrea Abodi la possibilità di invalidare il campionato è un rischio che non esiste. Per definizione la responsabilità è individuale, quindi risponde chi paga”.

I match finiti sotto la lente d’ingrandimento dei pm catanesi sono almeno cinque, partite in cui secondo gli inquirenti ‘sarebbero emerse delle combine’, ma una sesta è ancora sotto indagine. Oltre ai dirigenti del Catania, fra cui il presidente Pulvirenti, l’ad Cosentino e l’ex ds Delli Carri, sono finiti sotto inchiesta cinque calciatori, anche se – a detta degli stessi inquirenti etnei– non ci sarebbero delle responsabilità dei loro club.

Stamani, poco dopo la conferenza stampa in cui sono illustrati alcuni particolari di un’inchiesta che va avanti, il procuratore Salvi aveva assicurato la disponibilità del proprio ufficio a mettere a disposizione della magistratura sportiva “tutto ciò che è necessario”.

Il capo della procura etnea ha anche specificato che “era importante concludere le indagini ora, prima che cominci il (nuovo ndr) campionato, per mettere tutti in condizione di potere fare le loro scelte e prendere decisioni”.

Sebbene la giustizia sportiva abbia dei tempi piuttosto celeri rispetto a quella ordinaria è ancora troppo presto per immaginare i prossimi scenari ‘di campo’ che riguarderanno il Catania. E’ certo, come ha poi sottolineato Abodi in un altro intervento, che “la Lega non darà tregua ai responsabili di queste nefandezze, perseguendoli in sede sportiva e penale”.

Sabato, a quanto si apprende, è in programma un corteo dei tifosi.