Circa 200 lavoratori delle Ipab provenienti da varie parti dell’Isola si sono ritrovati questa mattina davanti a Palazzo d’Orleans per protestare contro i mancati pagamenti e lo stato di abbandono del settore.

Una situazione esplosiva con stipendi arretrati che variano da 2 a 40 mesi. “La situazione è drammatica – dicono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – anche perché in gioco c’è non solo lo stipendio dei dipendenti delle Ipab ma l’assistenza a fasce deboli della popolazione e ad oltre 2500 persone tra anziani, disabili, minori e immigrati”.

Nel corso della mattinata, i lavoratori hanno intonato slogan, bloccando a più riprese il traffico a Piazza Indipendenza. Una delegazione è già stata ricevuta da Giulio Gagliano capo di gabinetto del governatore Crocetta e sindacati e lavoratori sono ora in attesa di incontrare l’Assessore alla famiglia, Gianluca Micciché nella sede del dipartimento.

L’allarme è alto. In piazza con cartelli e striscioni, sono scesi i rappresentanti di decine di strutture provenienti da varie parti dell’Isola: da Canicattì (Ag) a Paternò (Ct), da Chiaromonte Gulfi (Rg) a Castellammare (Tp), da Palermo a Messina. Storie diverse e uguali che parlano di Istituti ancora attivi ma col personale in affanno, senza stipendio da mesi. In alcuni comuni come Caltabellotta, nell’agrigentino, il personale deve ancora incassare 22 mesi di stipendio. E l’ultimo – preso ad agosto – è quello di gennaio 2014. Va ancora peggio in alcune Ipab del catanese con il caso limite di Caltagirone (40 mensilità arretrate). La media di arretrati da riscuotere è, invece, di un anno. Con varie situazioni: a Paternò i mesi non pagati sono 25, ad Acireale un anno e mezzo. In altre Ipab, come quella di via Telesine a Palermo va meglio. Qui i dipendenti sono in attesa delle ultime due mensilità ma temono che la situazione “con l’aria che tira possa solo peggiorare”.

“L’allarme è diffuso a macchia d’olio – dicono Enzo Abbinanti e Paolo Montera, segretari regionali di Fp Cgil e Cisl Fp – Da una parte i Comuni sono senza soldi e non riescono ad onorare i debiti con le varie strutture. Dall’altro, la Regione ha azzerato il capitolo di compartecipazione alla spesa del personale e ha di fatto abbandonato le Ipab annunciando da 14 anni una riforma che non arriva mai”. Complessivamente la vertenza coinvolge 2000 persone.

Il sit-in delle Ipab di oggi è la prima di una serie di manifestazioni in calendario contro lo stallo della Regione che culmineranno l’11 dicembre nello sciopero generale dei precari, 21 mila in scadenza tra il 31 dicembre di quest’anno e il 2016.

Domani, intanto, davanti alla sede dell’Assessorato alle Attività produttive, è previsto un nuovo sit-in dei lavoratori dell’Irsap, l’ente che ha preso il posto degli ex consorzi Asi e che a tre anni dalla sua istituzione, non ha neppure una pianta organica e deve invece fare conti con sostanziosi tagli ai finanziamenti.