E’ il giorno della protesta degli ultimi. Lavoratori espulsi dal mercato del lavoro ed esclusi dagli ammortizzatori sociali manifestano oggi per testimoniare la loro “esistenza”.  lo fanno riunendosi sotto la presidenza della Regione, a piazza Indipendenza.  La manifestazione è indetta dalle segreterie dei  sindacati dei metalmeccanici e degli edili, e da una delegazione dei lavoratori delle aziende agroalimentare,  per chiedere la modifica dell’accordo quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga.

“Le istituzioni regionali – dicono – non possono lasciare soli i lavoratori e le loro famiglie riducendo le risorse sugli ammortizzatori in deroga proprio nel culmine della crisi, senza avere prima avviato una programmazione efficace di politiche attive per il lavoro”.

La Regione, su indicazione del ministero del Lavoro, ha ristretto i criteri per l’ammissione agli ammortizzatori in deroga. In Sicilia, secondo le stime del sindacato, circa 2 mila lavoratori resterebbero fuori dagli ammortizzatori. Per questo le organizzazioni dei lavoratori chiedono la modifica dell’accordo quadro.

Al momento  neanche i lavoratori  contemplati dall’accordo quadro hanno copertura: è tutto fermo. Parte della platea dei 10 mila aventi diritto che attendono di aver pagato il sostegno al reddito hanno ricevuto  solo due mesi dell’ultimo semestre del 2012. L’Inps è fermo perché aspetta un provvedimento da parte del ministro del Lavoro – dice Francesco Piastra, Fiom Cgil di Palermo – Il paradosso è che la Regione ha 23 milioni disponibili per il 2012 e l’Inps non può pagare se non ha un via libera. Così ci sono migliaia di lavoratori non pagati né nel 2013 né nel 2012″.

La Regione mantenga gli  impegni presi per dare protezione sociale e un futuro ai lavoratori ultracinquantenni – dicono i sindacati – sino alla scadenza degli ammortizzatori sociali. Occorre che venga  ripristinato il tetto dei 4 anni per i lavoratori che non hanno ancora 50 anni ed è necessaria la ripresa della sottoscrizione degli accordi istituzionali per il 2013, sia per la cassa in deroga sia per la mobilità”.