“41 presenti ci volevano e 41 deputati si sono ritrovati a votare in aula l’assestamento di Bilancio in un unico abbraccio che ha coinvolto maggioranza e finta opposizione. Solo Bernadette Grasso del Pid ha espresso un finto no, che, comunque, è stato determinante per togliere le castagne dal fuoco al governo. Se voleva veramente opporsi bastava che lasciasse l’aula. Per il resto la solita fiera dell’ipocrisia, con dieci astenuti che hanno fatto da stampella a Crocetta”

Il M5S all’Ars denuncia la sagra dell’incoerenza a sala d’Ercole, venuta chiaramente alla luce, grazie all’assenza del gruppo Cinquestelle.

“Abbiamo squarciato il velo dell’ipocrisia – commenta il capogruppo Giorgio Ciaccio – con le presenze contate è più difficile nascondersi, lanciare fulmini e saette dallo scranno e poi inchinarsi a Crocetta. Milazzo ha urlato ai quatto venti di non fare la stampelle del governo, ma i fatti dicono chiaramente che Forza Italia al completo è andata ben oltre: più che stampella è ormai un pilastro di cemento armato di questo esecutivo. Come tutto il resto della finta opposizione”