Nessun giallo, nessun mistero ma solo una previsione troppo ottimistica dei tempi di consegna da parte del governatore. La manovra finanziaria bis (o ter se si considera anche il salva stipendi”) sarà depositata domani all’Ars.

LA FINANZIARIA PUNTO PER PUNTO

Il documento è stato predisposto nella riunione di giunta di giovedì scorso ed ieri è stato fatto qualche aggiustamento, il ritardo è dovuto alla sistemazione della forma, delle relazioni, delle tabelle per le coperture economiche ma “I saldi sono quelli e non possono  cambiare perché questa è la dotazione economia – conferma a BlogSicilia l’assessore all’Economia Roberto Agnello – naturalmente la Commissione,. così come l’aula, hanno al facoltà di modificare la manovra ma non ci sono coperture ulteriori reperibili e dunque potranno, eventualmente, solo spostare risorse da una misura ad un’altra, da un intervento ad un altro”.

LE PREVISIONI DELL’ASSESSORE AGNELLO A BLOGSICILIA

Dunque solo aggiustamenti tecnici e nessuna modifica o ricerca di fondi ulteriori. Come preannunciato la manovra  tenta di recuperare i fondi bloccati dall’impugnativa del Commissario dello stato dello scorso gennaio. Una parte di quei 550 milioni sono stati già rimodulati con la manovra salva stipendi che stamattina è in gazzetta ufficiale. Ora tocca agli altri 360 milioni.

Rispetto alla previsione di 111 milioni destinati a rimpinguare il fondo di accantonamento a salvaguardia dei residui attivi ovvero dei crediti giudicati difficilmente esigibili da parte della Regione, l’accantonamento sale a 250 complessivi con un impegno leggermente superiore inq uesto documento avendo rilevato che nel fondo erano rimasti, in realtà circa 98 milioni. Nella sua relazione alla Commissione bilancio la scorsa settimana il presidente della sezione di Controllo della Corte dei Conti Maurizio Graffeo, aveva parlato, fra l’altro, della liquefazione proprio di questo fondo.  Questi accantonamenti mirano ad evitare, dunque, eventuali nuove impugnative.

Ma il governo punta a sbloccare altre risorse ferme proprio per effetto dell’impugnativa. si tratta di quasi 320 milioni di euro. Soldi che esistono sulla carta ma che potrebbero diventare liquidi” nel corso del secondo semestre dell’anno. da questi fondi si prevede di incrementare ulteriormente gli accantonamenti di un’altra quarantina di milioni di euro (il fondo, così, sfiorerebbe i 300 milioni toccando il 10% della consistenza dei residui attivi valutati in 3 miliardi di euro e che vanno coperti in dieci anni secondo l’accordo con il Ministero).

Ulteriori 60 milioni serviranno per la proroga dei contratti di lavoro degli ex Pip. Tremila persone che potranno proseguire la loro attività per 3 anni. La norma prevede, anche, incentivi alla fuoriuscita dal bacino. Chi sceglie di dimettersi potrà ricevere in unica soluzione, il compenso previsto per un triennio. In questo modo, a saldi fermi, si conta di abbattere il numero dei precari che alla fine del triennio chiederanno la stabilizzazione.

Con la manovra si dovrebbe rimettere ordine anche in altri settori attualmente al collasso. Sono previsti i fondi per il diritto allo studio, per l’edilizia scolastica, i fondi per l’Ast l’azienda di trasporto pubblico che attualmente non ha fondi neanche per i carburanti oltre che per gli stipendi, per i consorzi di bonifica, per la seconda trance delle squadre antincendio forestale e per i trasferimenti ordinari ai Comuni 880 milioni sono già stati messi in conto nel salva stipendi).

In manovra ci sono poi i finanziamenti per gli “enti meritevoli” (ex tabella H) che si occupano di attività antimafia o di assistenza. Chi non verrà riconosciuto in questa categoria potrà, comunque, contare sull’assegnazione di una porzione di risorse aggiuntive. Il capitolo di spesa viene dotato di ulteriori 10 milioni di euro che potrebbero salire fino a 15.

Fra i fondi residuali ci sono anche poco meno di un milione per i teatri privati che sono stabilmente in protesta davanti l’assessorato regionale al turismo ormai da dieci giorni inscenando uno spettacolo in strada ogni sera.

Torna, poi, il reddito minimo garantito. Tutto ciò che resta disponibile, dunque, il governo intende impegnarlo in una misura “sociale” già impugnata dal Commissario dello Stato. Nella riscrittura il reddito minimo riguarderebbe tutti i soggetti che possano contare su meno di 5 mila euro annui e l’assistenza della Regione sarebbe una integrazione. Insomma chi dichiara 3000 euro ne riceverà 2000 dalla Regione, chi ne dichiara 1000 ne riceverà 4000.

Una misura difficile da quantificare e per questo a rischio di fronte al Commissario dello Stato quando si affronterà la copertura della norma.

Previsto anche il taglio di 15 milioni netti ai trasferimenti all’Ars per il suo funzionamento (misura che arrivando a luglio varrà solo per circa 7 milioni nel 2014).

A conti fatti, arrivando in Commissione domani, quasi certamente la prima approvazione slitterà alla prossima settimana e dunque l’arrivo a sala d’Ercole è prevedibile che slitti a sua volta al 1 luglio. Insomma difficile se non impossibile che si giunge all’approvazione definitiva della norma fra il 2 e il 4 luglio come sperava il presidente Crocetta  per presentarsi al giudizio di parifica della Corte dei Conti con la finanziaria finalmente definiti al terzo tentativo.