Una ulteriore provocazione del Governo regionale. Così valuta il sindacato Cobas/Codir, la finanziaria regionale nella parte in cui modifica per legge gli accordi sindacali riguardanti la dirigenza regionale.

“Se approvata questa norma – si legge in una nota sindacale – costituirebbe un ennesimo danno alla funzionalità dell’Amministrazione”, Per questo il sindacato maggiormente rappresentativo dei regionali segue “con estrema attenzione l’iter di approvazione della Legge di Stabilità Regionale 2016 che prevede, tra l’altro, delle specifiche norme altamente penalizzanti per la dirigenza regionale”.

“Il Cobas/Codir ha, già da tempo e più volte, richiesto l’avvio delle trattative per il rinnovo del Contratto dei regionali nel cui ambito vanno ricompresi il trattamento economico fondamentale ed accessorio dei dirigenti e le modalità ed i criteri di attribuzione”.

Per questo motivo il Cobas Codir proclama lo stato di agitazione del personale della Dirigenza della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’art. 1 della L.R. 10/2000 ed è pronto ad attivare qualsiasi forma di lotta, sindacale e giudiziaria, “a tutela del personale interessato qualora vengano approvate norme su materie che sono demandate alla contrattazione collettiva regionale che esulano dalla competenza del legislatore regionale. e che si pongano in contrasto con la Costituzione che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la materia dell’ordinamento civile e dei rapporti di diritto privato regolabili dal codice civile”.

I toni trionfalistici del presidente Crocetta e dell’assessore Baccei in merito alla Finanziaria regionale sono fuori di luogo. C’è infatti il rischio concreto di un blocco della spesa destinato a creare disagi al mondo del lavoro. Inoltre, il consolidato della Regione mostra passività per oltre 20 miliardi: parlare quindi di conti a posto appare davvero fuorviante”. Lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia.

Pagliaro rileva che “la legge di stabilità regionale prevede un allegato contenente i capitoli di spesa bloccati per complessivi, 1, 4 miliardi, quali contributo dello Stato per la compartecipazione al gettito tributario. Se per 500 di questi è palese che occorrerà aspettare- sottolinea- altrettanto accadrà per i 900 milioni, che saranno resi disponibili dallo Stato quanto ci sarà il richiesto adeguamento dello Statuto”.

Per parlare di conti a posto- osserva Pagliaro- mi pare che ci voglia ben altro di quel che abbiamo. Non capisco peraltro- aggiunge- il fatto che la Regione , alla luce del gettito fiscale prodotto, si ponga un obiettivo così sottodimensionato, di soli 1,4 miliardi. Insomma- conclude Pagliaro- assistiamo al solito navigare a vista di un governo che non ha una visione complessiva dello sviluppo della Sicilia”.