Partecipata assemblea indetta dalla Cgil sulle Madonie fra i paesi colpiti dalle difficoltà di spostamento dovute al cedimento del pilone del viadotto Himera con la conseguente interruzione dell’autostrada A 19 Palermo – Catania

La Cgil siciliana chiede al governo regionale di riconoscere lo stato di crisi delle aree della Sicilia e dei settori economici che stanno subendo le ripercussioni negative dell’interruzione dell’autostrada Palermo –Catania. E ai sindaci propone di avviare un percorso comune di proposta, azione e mobilitazione finalizzato a risolvere i problemi delle infrastrutture siciliane. Se ne è discusso nel corso di un vertice straordinario del sindacato, che ha riunito il direttivo a Caltavuturo, uno dei paesi più penalizzati dall’interruzione dell’autostrada.

All’iniziativa hanno partecipato il presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, Dario Ferrante, direttore di Tourplus, i sindaci di Caltavuturo e Petralia, Calogero Lanza e Santo Inguaggiato, il vicesindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo. “Il blocco dell’autostrada- ha detto Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia- costerà molto ai cittadini, ai pendolari e inciderà negativamente sul commercio e sul turismo, a causa dell’incertezza dei percorsi e dell’allungarsi dei tempi. Si stima un lievitare dei costi per i soli automobilisti di almeno di 18 milioni. E’ una situazione inammissibile – ha sostenuto il segretario della Cgil – di fronte alla quale noi chiediamo un accordo quadro con il coinvolgimento del governo nazionale a sostegno delle maggiori criticità”.

Ma la Cgil si spinge anche oltre: “La situazione delle infrastrutture nell’isola e lo stato del territorio sono insostenibili- ha rilevato Pagliaro- e non si può lavorare solo a valle dei problemi, ma occorre anche fare un’opera di prevenzione ma anche di promozione del territorio”. Bastino per tutti i numeri stimati delle frane che si verificano ogni anno, 34 mila, e degli incidenti sulle strade, che sono stati nel 2013 (fonte Istat) 11.821 di cui 254 mortali, con un incremento rispetto all’anno precedente e in controtendenza con l’andamento nel resto del paese.

Da qui la proposta alle altre forze sociali, ai sindaci e all’Anci di “unire le forze per ottenere tutti quegli interventi di messa in sicurezza del territorio e di manutenzioni che da anni il sindacato rivendica – ha sottolineato Pagliaro- ma anche per spingere tutti i livelli istituzionali ad agire, in primo luogo il governo regionale che deve varare il piano regionale dei trasporti e operare una rivisitazione delle politiche forestali e di tutela e gestione delle acque. Si tratta peraltro di interventi- ha osservato- che darebbero respiro al lavoro edile e forestale”.

Il segretario della Cgil ha parlato dei contraccolpi che potrebbe avere il turismo “per un evento, il crollo, che oltre a creare difficoltà oggettive ha certo dato un colpo all’immagine della Sicilia. “Partiamo già da una situazione di svantaggio per le politiche inadeguate di settore- ha sostenuto- che ci consegna un numero di presenze ogni anno inferiore ad altre regioni. Se ora il problema dei percorsi non viene tempestivamente risolto si potrebbe avere un ulteriore calo: perdendo il 20% dei presenze- ha rilevato- verrebbero meno 522 milioni di Pil diretto e altri 427 di indotto”. Sottolineati anche i problemi del commercio e della grande distribuzione e quelli di tutti i cittadini, in termini di sicurezza, costi, esigibilità di tutti i diritti, dall’istruzione alla sanità.

“Abbiamo scelto di essere qui –ha detto Pagliaro– anche per portare la nostra solidarietà alle popolazione che, come quella di Caltavuturo, stanno subendo le conseguenze negative dell’immobilismo della politica e dell’inadeguatezza delle scelte di governo a tutti i livelli”.