L’elezione di Antonello Cracolici alla presidenza della prima commissione all’Ars non passa indolore. E a contestarla non sono le opposizioni ma un gruppo di maggioranza, il Megafono del presidente Crocetta. Forse però è addirittura la fuoriuscita del governatore dal gruppo con l’iscrizione a quello del Pd ad aver causato una piccola crepa nella formazione. Così si potrebbero leggere le dichiarazioni a caldo di Nello Dipasquale che su Cracolici e sul Pd spara a zero, stemperando gli entusiasmi di chi pensa che la crisi sia risolta.

Forse fra Pd e Crocetta ma non nella coalizione: “Il Pd ha aperto una fase secondo me facendo anche un errore grammaticale e noi come Megafono non abbiamo alcuna intenzione di fare da stampella al Partito democratico – ha detto in riferimento all’elezione di Cracolici – E poi io non condivido il fatto che il Pd abbia ottenuto un altra presidenza di commissione arrivando adesso a tre“. Il partito democratico infatti guida anche la commissione Salute con Giuseppe Digiacomo e quella alle attività Produttive con Bruno Marziano.

Vogliamo ridare vita ai centri storici dei comuni siciliani aiutando a recuperare gli edifici abbandonati e mettere in sicurezza quelli degradati“. Lo ha detto Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Megafono all’Ars, che stamane ha illustrato il disegno di legge “norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici” nel corso di una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni alla quale hanno partecipato gli altri deputati del gruppo parlamentare all’Ars Antonio Malafarina, Nino Oddo e Nello Dipasquale.

“Vogliamo recuperare i centri storici ed evitare così che si continua speculare sui terreni esterni ai centri abitati – ha aggiunto Di Giacinto – e in questo modo potremmo dare un sostegno al settore edile, che in Sicilia attraversa una crisi profonda”. Il ddl non prevede contributi finanziari, ma una serie di semplificazioni amministrative e burocratiche tempi certi per il rilascio delle autorizzazioni. Si prevedono inoltre facilitazioni per la concessione di demolizione e ricostruzione di edifici, ad eccezione di quelli di pregio. “In alcuni casi – ha concluso – passano anche due o tre anni per un nulla-osta da parte di comuni o sovrintendenze, con questo disegno di legge intendiamo voltare pagina”.