Tutto da rifare per la finanziaria bis in Sicilia. Incassato il sì al mutuo da un miliardo per pagare i debiti nei confronti delle imprese, il governo si trova, adesso, un’altra patata bollente. Alla luce dei tagli imposti a Regioni e comuni dal Dl Irpef, col quale il premier Renzi restituisce 80 euro in busta paga ai dipendenti con redditi medio-bassi, i conti fatti a suo tempod all’assessore Bianchi non tornano più nonostante il presidenti continui a parlare di situazione gestibile.

A confermare che l’impegno per la Sicilia potrebbe risultare troppo gravoso è l’assessore alle Attività produttive Linda Vancheri: “Così com’è al momento il provvedimento nazionale Irpef ha un impatto notevole sui conti della Sicilia ma anche di altre Regioni, in particolare quelle del Sud che hanno bilanci meno flessibili”.

Le conferme alle preoccupazioni espresse negli ultimi due giorni sono arrivate dalla riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni convocata proprio per un’analisi del Dl Irpef. Sicilia, Sardegna e Friuli hanno posto anche il tema del patto di stabilità che rischia di ingessare l’ultimo “spicchio” di bilanci.

“Per le Regioni autonome – sottolinea la Vancheri – il patto vincola alcune spese che nelle Regioni ordinarie sono carico dello Stato, tra queste ci sono quelle per l’edilizia scolastica. Il presidente Errani ha preso atto delle sollecitazioni che abbiamo fatto in tal senso, e il tema sarà approfondito nella prossima riunione, probabilmente il 30 aprile, quando saranno definite anche le proposte di modifica al Dl Irpef”.

La Regione siciliana dovrebbe farsi carico di tagli per circa 90 milioni di euro, come compartecipazione all’equilibrio della finanza dello Stato; inoltre la stretta sul patto di stabilità dovrebbe comportare il congelamento di ulteriori 90 mln.

Proprio in Conferenza delle Regioni, i governatori stanno cercando di attutire l’impatto sui bilanci regionali elaborando alcune proposte di modifica ma in attesa del testo definitivo del Dl Renzi, la manovra-bis siciliana rimane al palo con le commissioni di merito all’Ars bloccate.

Di fatto non si possono rifare i conti fino a quando non si saprà con certezza a quanto ammontano nuovi tagli e nuovi accantonamenti. Disdetta per questo motivo la Commissione affari Istituzionali rinviata la Commissione bilancio.

Per fare fronte alle richieste del governo centrale, Crocetta conta di recuperare circa 400 milioni tagliando la spesa farmaceutica, riducendo quella per l’acquisto di “beni e servizi” ed eliminando alcuni imprecisati sprechi. da 180 a 200 milioni dovrebbero servire per coprire il dl Irpef di Renzi nella quota spettante la Sicilia, altri 200 per incrementare la disponibilità della Finanziaria bis che era ferma a 250/270 milioni di disponibilità

Al neo assessore Roberto Agnello tocca la scelta finale anche in virtù dell’allarme della Commissione sanità secondo la quale le somme risparmiate in sanità, comunque, restano vincolate al settore sanitario e dunque non possono essere stornate su altre finalità. Sullo sfondo sempre le addizionali regionali. Irpef e Irap dal 2016 potrebbero scendere ma se i risparmi si anticipano adesso per coprire il Dl Renzi, le tasse in Sicilia potrebbero restare al livello massimo per coprire gli interessi del mutuo da 1 miliardo deliberato ieri sera dell’Ars vanificando tutti i buoni propositi.

In questo clima, oggi pomeriggio, si è riunita la giunta di governo per completare la seduta iniziata ieri in fretta e furia, ed ha deliberato lo stanziamento di ulteriori nuove risorse per  34  milioni per l’edilizia scolastica e oltre 26 milioni per gli asili nido che si sommano alla cifra precedentemente stanziata, per un ammontare complessivo di 358 milioni di euro.

Si tratta di fondi provenienti dalla ripartizione delle risorse premiali destinate alla Regione, con delibera 79 del Cipe.