Sarà una settimana di proteste e tensione sociale per l’emergenza lavoro, quella che si apre in Sicilia. Manifestazioni permanenti a piazza Indipendenza sono previste a partire da domani, per iniziativa dei lavoratori della formazione e dei forestali. I primi, abbandonati e in condizioni disperate. I forestali, per i quali sono a rischio le “garanzie occupazionali minime”, martedì terranno, per decisione di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, uno “sciopero regionale con manifestazioni permanenti dinanzi alla presidenza della Regione”.

Ma la tensione non si limiterà alla giornata di martedì e proseguirà fino a venerdì quando si parlerà di circa 11 mila lavoratori a rischio e per la maggior parte senza stipendio da mesi, alcuni già licenziati, per effetto di una riforma ancora inattuata, con l’anarchia che regna in ogni territorio in balia delle decisioni degli amministratori locali. E’ il settore rifiuti, altra calda vertenza dell’autunno siciliano, che rischia, anche in questo caso come in altri settori cruciali, di subire una macelleria sociale senza precedenti.

Un tema caldo quello dei risvolti economici e sociali della riforma incompiuta che sarà al centro della manifestazione regionale organizzata dalla Fit Cisl e dalla Cisl Sicilia venerdì a Palermo. “Le Srr sono state costituite come atto formale dal notaio ma in poche hanno avviato le attività e di fatto non pagando i lavoratori e con le difficoltà economiche di sempre- dicono il segretario generale della Fit Cisl Amedeo Benigno e il segretario regionale Fit Cisl Ambiente Dionisio Giordano.

Il quadro è desolante “i lavoratori vengono licenziati, come avvenuto al Coinres, i comuni continuano a non pagare i servizi, i territori sono al limite dell’emergenza sanitaria come ad esempio nella provincia di Palermo, la legge regionale che ha istituito gli Aro ha di fatto impantanato la riforma e il sistema regionale, causando solo macelleria sociale”. Benigno e Giordano concludono: “la politica del passato ha creato un miliardo di euro di debiti, ma è pur vero che l’immobilismo e l’incapacità di questo governo ha aggiunto ai debiti i licenziamenti dei lavoratori del settore”.

Ma la tensione monta nell’Isola in tutti i settori. E allo stremo ci sono gli edili, per la mancanza di occupazione, lo sfruttamento da lavoro nero e per il trauma del recente suicidio a Catania dove un disoccupato, Salvatore La Fata, si è dato fuoco in piazza. L’agitazione si allarga nel settore degli enti locali e specialmente tra i dipendenti delle ex province regionali. Anche ad opera di questi lavoratori, si annunciano mobilitazioni. Insomma, “tensioni, proteste e manifestazioni che rischiano di moltiplicarsi – sottolinea la Cisl – come frutto dell’assoluto disimpegno del governo Crocetta sulle vera emergenza siciliana: quella economica e sociale”.

Quanto ai forestali la proclamazione dello sciopero arriva dopo che “in sede di commissione Bilancio all’Ars, alla presenza dell’assessore all’Agricoltura”, è stato comunicato alle segreterie regionali che, nonostante le ripetute rassicurazioni, “mancano per il comparto più di 25 milioni”. E che anche sui progetti Pac “non c’è certezza che l’iter burocratico consenta il totale utilizzo dei 70 milioni di euro” a disposizione.

E si continua a non parlare ancora di bilancio di previsione 2015 ne di integrazione ai fondi per gli ammortizzatori sociali…