Tutti gli enti strumentali della Regione devono attenersi ai vincoli di spesa, allegando ai bilanci di previsione per il 2014 prospetti finanziari per ciascun obbligo in modo da dimostrare di avere rispettato norme e decreti.

In cassa non c’è più un euro e la Regione siciliana stringe la cinghia e, chiudendo i cordoni della borsa, lancia avvertimenti anche agli enti regionali attraverso una circolare della Ragioneria generale appena trasmessa a tutti gli enti e i dipartimenti, ma anche alla Corte dei Conti.

Tutto questo proprio mentre si apprende di un nuovo buco nel bilancio della Regione che rischia di far saltare definitivamente i già precari conti della Regione, per coprire il quale resta all’incirca un mese e mentre rimane bloccato  il mega mutuo da un miliardo fermo a causa dello stop alla legge salva-imprese.

“Chi non osserverà i limiti finanziari -. avverte il documento della ragioneria generale della Regione – sarà responsabile di danno erariale e amministrativo e la Regione darà parere negativo a documenti contabili difformi alle disposizioni di stesura dei bilanci”.

Che la stretta sia dovuta ai tanti buchi di bilancio è scritto fra le righe. La Ragioneria sottolinea, infatti, che “nell’attuale fase di criticità finanziaria gli enti, per la migliore realizzazione dei propri fini istituzionali, dovranno produrre ogni possibile sforzo per valorizzare fonti di finanziamento complementari alle risorse di derivazione regionale e porre in essere tutte le iniziative necessarie per la pronta riscossione dei crediti”.

In pratica cercate i soldi altrove e non chiedeteli alla Regione è il messaggio che passa. Le spese in conto capitale, evidenzia la Ragioneria, “devono essere rigorosamente previste nei limiti degli interventi realmente attivabili nel corso dell’anno 2014 e adeguatamente finanziati”.

Non basterà neanche la finanziaria bis per risolvere il problema e, dunque, ecco i limiti e l’entità dei tagli: riduzione del 20% della spesa per i compensi annui da erogare ai componenti degli organi di amministrazione, controllo e revisione; divieto di erogare forme di salario accessorio e di indennità varie in favore di tutto il personale, dirigenziale e non, in misura superiore a quanto corrisposto alla data del 31 dicembre del 2009 e ciò vale anche per i dipendenti dei dipartimenti dell’amministrazione regionale per le analoghe qualifiche; 20% in meno della spesa (sostenuta nel 2009) per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità, rappresentanza e sponsorizzazioni; tagli  non inferiori al 20% alla spesa sostenuta nel 2011 per l’acquisto di beni e servizi; essendo vietato il possesso e l’utilizzo di auto di rappresentanza non possono esserci spese di questo tipo nei bilanci degli enti; nomina di un solo consulente e previa autorizzazione del dipartimento regionale che esercita la vigilanza; riduzione dei costi degli affitti.

“Qualora i bilanci di previsione siano già stati approvati dalle amministrazioni di vigilanza in maniera difforme alle direttive – si legge nella circolare – devono essere immediatamente adeguati, non oltre i termini previsti per l’assestamento tecnico”