“Sulla questione dell’immigrazione non si può continuare con le ipocrisie. Non sopportiamo l’idiozia razzista di chi vorrebbe cacciare chiunque a prescindere anche dal diritto d’asilo, così come non sopportiamo la stupidità buonista di chi vorrebbe accettare chiunque a prescindere dal diritto, dalle possibilità e dai rischi. Occorrono regole chiare”.

A dirlo il comitato nazionale di Sicilia Nazione, composto da Gaetano Armao, (coordinatore nazionale), Massimo Costa, Rino Piscitello e Salvatore Musumeci; il movimento indipendentista ha stilato un documento programmatico in cui, per punti, viene esplicitata la sua posizione sull’immigrazione e le sue proposte risolutive.

“Lascia sgomenti – dichiara il comitato nazionale del movimento indipendentista – l’irresponsabile silenzio del Governo statale ed ancor più di quello siciliano non solo sull’omicidio avvenuto a Palagonia, ma anche sulle prospettive indicate dall’Europa. Quel che prospetta l’Europa, ovvero far divenire la Sicilia il centro per l’immigrazione del Mediterraneo, è inaccettabile e lo Stato e la Regione debbono immediatamente opporsi”.

Sicilia Nazione, come si legge nel documento programmatico, chiede che vengano garantiti coloro che hanno diritto all’asilo e che nelle more della verifica vengano ospitati in centri chiusi diffusi in tutta Europa. Chiede inoltre che gli immigrati ai quali non viene riconosciuto il diritto d’asilo vadano subito rimandati in Patria e tenuti fino a quel momento, con il massimo rispetto per i diritti umani, in centri di permanenza, dai quali non sia possibile uscire, distribuiti in modo proporzionale sul territorio europeo e sorvegliati da esercito e forze di polizia.

Sicilia Nazione contesta con forza Il progetto che emerge dalle dichiarazioni del direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, di approntare due soli centri di identificazione per il Mediterraneo (in Italia ed in Grecia) di cui uno a Catania.

“Questo progetto – dichiara il comitato nazionale del movimento indipendentista – trasformerebbe la Sicilia in un enorme Ellis Island (l’isola dove per quasi un secolo arrivarono gli immigrati negli Usa per essere identificati). Ogni angolo di Sicilia si riempirebbe di immigrati che, disperati, si aggirerebbero per città e paesi siciliani, permanendo per i mesi e gli anni necessari agli accertamenti, creando enormi tensioni sociali e inevitabili conflitti razziali”.

Il movimento indipendentista ha già stigmatizzato il comportamento di quei politici che hanno speculato sugli immigrati e ora torna a chiedere la chiusura del Cara di Mineo, con il trasferimento degli ospiti in altre regioni. “Ancora una volta – conclude il comitato di Sicilia Nazione – si considera quest’isola come una colonia. Noici batteremo per la tutela dei diritti dei siciliani e sosterremo l’inevitabile rivolta dei cittadini, anche per impedire drammatiche derive razziste. La Sicilia non può diventare la comoda soluzione per risolvere i problemi d’Italia e d’Europa a scapito dei diritti dei siciliani”.

Questo il documento programmatico di Sicilia Nazione sull’immigrazione

1) Chi fugge dalle guerre ha diritto d’asilo e va accolto in Europa secondo le regole delle Convenzioni internazionali sui profughi.
2) Gli immigrati ai quali è riconosciuto il diritto all’asilo vanno distribuiti con criteri di umanità, ma anche di responsabilità, proporzionalmente su tutto il territorio europeo.
3) In attesa del riconoscimento del diritto d’asilo, gli immigrati vanno ospitati, con il massimo rispetto per i diritti umani, in centri di identificazione dai quali non sia possibile uscire, distribuiti in modo proporzionale sul territorio europeo e sorvegliati da esercito e forze di polizia.
4) Gli immigrati ai quali non viene riconosciuto il diritto d’asilo vanno subito rimandati in Patria e tenuti fino a quel momento, con il massimo rispetto per i diritti umani, in centri di permanenza, dai quali non sia possibile uscire, distribuiti anch’essi in modo proporzionale sul territorio europeo e sorvegliati da esercito e forze di polizia.
5) Il progetto che emerge dalle dichiarazioni del direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, di approntare due soli centri di identificazione per il Mediterraneo (in Italia ed in Grecia) di cui uno a Catania, va rifiutato con forza, reagendo al connivente silenzio dei politici.
Questo progetto trasformerebbe la Sicilia in un enorme Ellis Island (l’isola dove per quasi un secolo arrivarono gli immigrati negli Usa per essere identificati). Ogni angolo di Sicilia si riempirebbe di immigrati che, disperati, si aggirerebbero per Città e Paesi siciliani, permanendo per i mesi e gli anni necessari agli accertamenti, creando enormi tensioni sociali e inevitabili conflitti razziali.
6) In questa ipotesi, che considera ancora una volta la Sicilia come colonia e le toglie identità e dignità, Sicilia Nazione si batterà per la tutela dei diritti dei siciliani e sosterrà l’inevitabile rivolta dei cittadini, anche per impedire drammatiche derive razziste.
La Sicilia non può diventare la comoda soluzione per risolvere i problemi d’Italia e d’Europa a scapito dei diritti dei siciliani.
7) Chi ha finora tratto guadagni dal mercato degli extracomunitari, esponenti di governo compresi, farà bene a non venire in Sicilia neanche nei week-end; i rappresentanti dei partiti italiani responsabili dell’attuale situazione di degrado, faranno meglio a tacere e a non speculare su situazioni delle quali portano intera la colpa.
8) Il centro Cara di Mineo va chiuso con urgenza e gli ospiti vanno rapidamente trasferiti in altre regioni italiane, per evitare ulteriori tensioni, dopo il terribile duplice omicidio di Palagonia, tra i residenti dei paesi vicini e i migranti.