“La Lega non è così brutta come la dipingono e i siciliani non sono mai stati dei nemici. Lo sono, invece, il malaffare e la mala gestione”. Così parlò Matteo Salvini.

Nella sua prima volta in terra siciliana, il giovane neo segretario del Carroccio 2.0 post Bossi, ha fatto visita al centro Oncologico del Mediterraneo di Viagrande, nel catanese, da vice Presidente della onlus ‘Cancro primo aiuto’ per una lodevole iniziativa.

Si è detto subito molto soddisfatto di aver “tolto quattro ore di presenza all’inutile dibattito sulla legge elettorale per venire qui a fare qualcosa di più utile, concreto e di più diretta ‘ricaduta con mano'”.

”Probabilmente a Milano – ha aggiunto Salvini- ci sono più siciliani che milanesi, ne incontrerò di più tornando a casa che qui…”.

In tempi di riconquista del consenso per una politica che non vive certo un buon stato di salute, il leader della Lega Nord in vista delle imminenti elezioni europee ha pensato bene che autonomia e federalismo sono temi evidentemente ben spendibili anche a queste latitudini. Sarà…

In cuor suo, magari, si augura anche che i risultati  potranno essere più lusinghieri rispetto alla passata esperienza di qualche anno fa quando Roberto Calderoli saldò un patto elettorale con l’allora Mpa dell’ex governatore autonomista Raffaele Lombardo.

A proposito di elezioni europee Salvini ha così annunciato che “il simbolo della Lega Nord sarà presente in tutta Italia, isole comprese, a partire dalla Sicilia. Questa Europa non ci piace – ha tuonato- perchè sta ammazzando l’agricoltura, il commercio, il turismo e la Sicilia ne sa qualcosa. Gli accordi con il Marocco stanno massacrando l’agricoltura dell’Isola”.

“Pensiamo quindi – ha osservato- che un’altra Europa sia possibile senza euro, con monete nazionali che riportino il potere di acquisto, gli stipendi e le pensioni. Vogliamo, insomma, decidere noi e credo che Lombardia e Sicilia, da questo punto di vista siano molto simili. Saremo quindi presenti in tutta Italia nel nome dell’autonomia”.

Ma sulla condizione che sta vivendo la Sicilia dopo la scure del Commissario dello Stato e sul governo che ne regge le sorti, il punto di vista nordista del giovane segretario leghista che non si separa un attimo dal suo I-Pad, è stato tranchant. “L’autonomia va anche ben gestita. Capisco le difficoltà economiche -ha detto Salvini- ma sembrava che Crocetta dovesse fare la rivoluzione invece mi sembra che abbia fatto tutto fuorché la rivoluzione e anzi le cose siano messe peggio di prima”.

“Non vengo ad insegnare niente in casa altrui – ha precisato- ma penso che la Sicilia meriti di più e di meglio. Quindi la sfida della Lega, presente alle elezioni europee anche in Sicilia, e’ una sfida nel nome dell’autonomia vera e non di quella che compra i voti regalando stipendi che non servono”.

Su un piano nazionale, ed in particolare sul ‘caldissimo’ tema della legge elettorale, Salvini ha dichiarato come “sia indegno un parlamento che metta in discussione il futuro economico degli italiani in base alla legge elettorale. E’ un dibattito a cui non fotte niente a nessuno, un dibattito interno al Pd e Forza Italia. Smettano – ha evidenziato- Pd e Forza Italia, di litigare perché il problema degli italiani non è la legge elettorale ma la crisi economica. Renzi, dunque, sia un po’ più serio anche da questo punto di vista”.
Come risaputo poi, la Lega sta orgogliosamente all’opposizione e se fosse per il segretario con l’orecchino “voterei anche domani se servisse, ma con questa legge elettorale non è possibile. A noi – ha proseguito- interessa dare risposte urgenti ai cittadini e in questo momento occorre abrogare la riforma Fornero, bloccare le leggi che stanno votando, dalla svuota carceri all’immigrazione clandestina”.
Altro tema assai caro al popolo del nord targato Lega è quello della soppressione delle Prefetture e mister Salvini lo ha ribadito con forza anche in Sicilia. “Da marzo partiremo in tutta Italia con una serie di referendum da quello della tassazione e regolamentazione della prostituzione a quello che abolisce le prefetture. Se bisogna risparmiare – ha spiegato- non si cancellino i Comuni, le Province o le Regioni ma le Prefetture che sono un organismo non eletto da nessuno, che costa un occhio della testa, che è antistorico e pure antidemocratico. Vedremo se anche in Sicilia raccoglieremo le firme necessarie”.

Infine, oltre ad un pensiero ai due Marò detenuti in India la cui non risoluzione positiva della vicenda per Salvini “è lo specchio delle follie di un Paese sull’orlo del fallimento”, il numero 1 del Carroccio sollecitato dai giornalisti è ritornato sul mancato incontro, durante ‘Le invasioni barbariche’ su La7, con le due figlie del ministro all’Immigrazione, Cecile Kyenge. “La mamma non vuole, io volevo incontrarle per salutarle educatamente”, ma lei “evidentemente ha altri principi e altre priorità, e mi sembra un atteggiamento sciocco”.

“La mamma non si confronta -concluso Salvini –  la signora Kyenge l’ho invitata, anche in campo neutro, se vuole anche qui in Sicilia, a fare un confronto su lavoro e immigrazione e clandestinità. Ma le fa soltanto grandi monologhi e pretende di avere ragione solo lei e scappa dal confronto. Mi dispiace per lei…”.