“In Sicilia, l’argomento frane è come quello usato dal cardinale Ernesto Ruffini che anni fa diceva ‘La mafia non esiste’, che come sappiamo invece esiste, così come esistono le frane. L’isola sta franando ovunque, e non siamo ancora in inverno. E’ la cruda verita’”. E’ questa l’ammissione dell’assessore regionale alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Giovanni Pizzo sulla frana che ha reso inagibile l’autostrada A18, durante un convegno organizzato da Confimi Indusria a Palazzo dei Normanni.

“Il problema del suolo è prioritario, la frana sulla Messina-Catania non è dovuta tanto alla pioggia quanto all’incuria dell’uomo. Le indagini della Procura di Messina – aggiunge – faranno luce su chi ha causato lo smottamento del terreno, che certamente non si muove da solo, per cui una causa c’è”.

C’è un’emergenza viabilità, prosegue, “dobbiamo pur passare da qualche parte, potenziamo le autostrade del mare, o il trasporto aereo, ma le merci e le persone si devono potere muovere”. Sulle critiche del ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio alla Regione, Pizzo ha risposto: “Non voglio fare lo scaricabarile, ma vorrei ricordare che la Regione ha dato tantissimi soldi all’Anas, una Regione che non è mai stata avara. Noi finanziamo le società dello Stato, mentre non abbiamo finanziato le strade secondarie che sono a pezzi”.

Pizzo ha anche difeso la legge sugli appalti, approvata dall’Ars ma impugnata dal governo nazionale, polemizzando con Roma. “Dalla Sicilia, – ha spiegato Pizzo – con la riforma sugli appalti è partito un messaggio di trasparenza e concorrenza vera nel settore, perché la media del ribasso che si otteneva dava adito all’asfissia economica delle imprese partecipanti e al controllo della criminalita’ organizzata degli appalti”.