Fuori dall’aula del Palazzo di Giustizia di Ragusa dove si svolge l’udienza per il rinvio a giudizio di Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris, la sorella della donna Antonella, si intrattiene con i cronisti.
“Si uccide un figlio per capricci? – dice Antonella – Non si uccide un figlio, si mette in castigo, qualunque cosa, ma non si uccide. Io credo che lei ha sempre ricordato, non si ricorda dopo un anno…”.
 “Per me lo ha ucciso lei” perché probabilmente “Loris ha visto qualcosa che non doveva vedere, ma non so dire cosa”.
Antonella, non crede alla svolta improvvisa della sorella: “Ha sempre ricordato tutto”. Di “averle creduto, perché non penso che una madre possa uccidere un figlio, poi ho fatto un passo indietro”.

Sui soldi avuti da programmi televisivi sostiene: “sono affari nostri, non è un reato… ci hanno dato un compenso – spiega – perché aspetto il quinto figlio, ho perduto il lavoro e con il cognome che porto nessuno me ne darà mai”.

E quando una giornalista le dice che l’udienza e a porte chiuse lei replica: “Non mi interessa, io voglio esserci”.
Mio padre? Se la difende… Mia madre no. Non c’è qui oggi. Sta con i suoi figli a casa. Da madre è rimasta delusa. Io ho visto degli atteggiamenti di Veronica, subito dopo l’omicidio è due giorni dopo: una mamma non ha atteggiamenti del genere. Pera una persona non sconvolta. Io da mamma non riuscirei neanche a parlare se mi tolgono uno dei miei figli.
Sono stata attaccata da mia sorella. Lei mi ha dato la colpa che se lei era in carcere, era colpa mia”.