Una ante vigilia di riflessione quella che ieri sera ha vissuto il numeroso pubblico del Teatro Massimo Bellini di Catania, presente per assistere in anteprima alla proiezione del docufilm, “I ragazzi di Pippo Fava”, che andrà in onda su Rai3 il 5 gennaio, esattamente trent’anni dopo l’omicidio di Giuseppe Fava.

Nel docufilm si intrecciano tre linee di racconto: la fiction, che ricostruisce con libertà narrativa il carattere e le emozioni di quel gruppo di ventenni; i video di repertorio di Pippo Fava; e le testimonianze di Claudio Fava, figlio di Pippo, e che fu anche lui uno dei ragazzi della redazione, e di Antonio Roccuzzo, dal cui libro, “Mentre l’orchestrina suonava gelosia”, è stato tratto il docufilm, ideato insieme a Gualtiero Peirce. Nel cast del docufilm c’è anche la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta.

La regista Franza Di Rosa, a fine proiezione ha espresso la propria emozione e spiegato alla platea che gli attori del docufilm, tutti giovanissimi e siciliani, tranne Karoline Comarella, che è di Bolzano e che interpreta una giornalista tedesca, hanno superato molti provini, affinché si trovasse il personaggio che più rappresentava i protagonisti che hanno vissuto la storia e il “loro attimo fuggente” che purtroppo si è concluso con l’uccisone del giornalista.

Infatti Pippo Fava non era solo un giornalista, ma scelse deliberatamente di condividere il progetto del suo giornale “I Siciliani” con un gruppo di giornalisti ventenni, per trasmettergli  la sua idea di giornalismo, ed è per questo che la sua figura continua ad essere un esempio di straordinaria attualità, soprattutto per le giovani generazioni.

La sua storia e la storia dei ragazzi che lavorarono con lui è un invito appassionato a non rinunciare, a non girare lo sguardo altrove, a costruire tenacemente, giorno per giorno, un futuro fondato sui valori di una società responsabile.

Non tutti i ragazzi che lavoravano con Pippo Fava sono stati citati, e questo non ha generato malumori, semmai un’amarezza in chi stimava il proprio direttore ed è fiero di aver lavorato con lui ed il suo gruppo per informare i siciliani perché quella era una stagione diversa rispetto a quanto stiamo vivendo oggi in cui il web ha un ruolo determinante.