Colpa delle nuvole o del fungo di cenere dell’Etna che da giorni sovrasta Catania, ma la scia luminosa che doveva fare capolino sulla città del vulcano è rimasta solo una celeste suggestione.

Gli esperti in un tweet ci avevano segnalato che alle 17.36 la stazione spaziale sarebbe passata sui cieli etnei e avrebbe dovuto farsi ammirare lasciando un raggio di luce che invece è rimasto nascosto fra le nubi  sopra Catania.

Del resto sono giorni in cui ogni oggetto volante identificato fa i conti con il Mongibello e quando si riapre una squarcio nel cielo è una liberazione soprattutto per quanti devono mettersi in viaggio partendo o atterrando dall’aeroporto di Fontanarossa.

La scia luminosa – che proprio per quel fascino delle feste di Natale – rimane una suggestione anche se sappiamo di cosa si trattasse: una meraviglia costruita dall’uomo per segnare i percorsi del domani.

Eppure, nonostante per cause di forza maggiore  abbiamo perso lo spettacolo, ci piace sapere che la Stazione spaziale sia in viaggio come una cometa che serve ad indicare la rotta. Qualcosa che vogliamo considerare con fascino ‘volutamente inspiegabile’ e  che possa essere il vessillo di novità positive anche in una città (e più diffusamente in una regione) nascosta dalle nuvole e dalla cenere.