In passato il Natale era una delle ricorrenze più importanti dell’anno e la tradizione più sentita era quella dell’allestimento del presepe che veniva preparato da giorno 13 dicembre in poi e che inglobava dentro di sé la natività contorniata da rappresentazioni di pastori che rappresentatavno i mestieri più diffusi. Attorno al presepe, di solito, la sera veniva recitato il rosario e cantati i vari cori natalizi.

Durante la notte di Natale, davanti ad ogni chiesa veniva anche appiccato il fuoco ad un ceppo che rimaneva acceso tutta la notte, mentre i bambini aspettavano i doni portati da Gesù. Molto in voga anche l’usanza di giocare a tombola e al gioco dell’oca con parenti e amici, o più generalmente, a carte.

Molte di queste usanze, quindi, non sono state di certo abbandonate, e le possiamo facilmente ritrovare anche a casa nostra. I nostri nonni avranno sicuramente cercato di farci appassionare alla costruzione del presepe, amato anche dai più piccoli, e che vantava la complicità di tutta la famiglia per reperire i materiali con i quali veniva poi costruito, o sicuramente avremmo dato una mano a mamme e papà nella costruzione dell’albero di Natale.

In passato, diversamente da adesso, erano quindi assente la corsa allo shopping natalizio e il consumismo sfrenato, che ormai sembrano le uniche caratteristiche di questi giorni festivi. Tuttavia, il rito dei doni è cosa storica, acquisito dall’antica Romaa, ed è stato trasportato fino a oggi con gli scambi di doni natalizi, che simboleggiano l’amore di Dio verso l’uomo.

Molto più recente, invece, è la storia dell’albero di Natale: diffusosi nell’Europa del nord, simboleggiava «l’albero della conoscenza del bene e del male» del giardino dell’Eden, e si ricorreva, data la regione e la stagione, ad un abete sul quale si appendevano dei frutti, sostituiti adesso con addobbi veri e propri.