Era il 21 novembre 1980, quando nei pressi di Lamezia Terme, il treno 587 proveniente da Roma e diretto in Sicilia, nel buio della notte, si scontrava con dei carri slegatisi da un treno merci, transitato in precedenza.

Alcuni vagoni finiscono in una scarpata, altri sui binari della corsia opposta dove giungeva il treno in direzione Roma per un nuovo e tremendo impatto. Perdevano la vita 29 passeggeri, oltre un centinaio rimanevano feriti. Due giorni dopo in Irpinia si verificava una tremenda scossa di terremoto. Lamezia cadeva nel dimenticatoio.

A distanza di trent’anni, e dopo una lunga fase di ricerca del materiale, notizie, documenti e testimonianze, il giornalista siracusano Francesco Nania, presenta il suo volume, “Una tragedia siciliana”, testo rievocativo dell’evento. Dei 29 passeggeri deceduti ben 25 erano siciliani, una di Siracusa, una di Pachino e Noto.

Sarà un modo per ricordare una sciagura dimenticata praticamente il giorno dopo il suo verificarsi – ha spiegato Nania – La realizzazione del libro prende spunto da un fatto strettamente personale (tra le vittime, mio padre), per riportare alla luce frammenti di storie e di persone con il loro carico di speranze, delusioni, aspirazioni che confluiscono nel destino crudele che li attendeva sul treno della morte”.

Il libro, edito da Morrone, col patrocinio della presidenza dell’Ars, sarà presentato venerdì alle 17,00 al salone Borsellino di palazzo Vermexio a Siracusa.