Non perdere per strada nessuno. Il giorno dopo la manifestazione che ha dato il crisma dell’ufficialità all’adesione di Articolo 4 nel Pd comincia la partita per ricucire gli strappi. Anzi ‘riannodare i fili’ come ha detto il vicesegratario democratico Lorenzo Guerini che a Catania ha riconosciuto ‘il coraggio’ del movimento.

“Riflettiamo tutti e non sottovalutiamo i problemi”, ha detto Guerini a margine della manifestazione analizzando quanto è accaduto in alcuni circoli del Pd (su tutti Motta S.Anastasia e Misterbianco).

“Quando si costruiscono passaggi di questo tipo – analizza il vicesegretario – si deve avere l’intelligenza di rispettare tutte le opinioni, anche quelle che possono rappresentare delle difficoltà. L’impegno della politica, penso, sia quello di sapere riannodare i fili e non lacerarli. Spero, quindi, ci sia un’iniziativa della segreteria regionale, affinché questi fili vengano annodati. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti e delle specificità di tutti per costruire un grande partito che regga la sfida che stiamo realizzando e non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno”.

Del resto il vice di Matteo Renzi ha fatto capire chiaramente che strada ha imboccato il Partito Democratico che nel suo nuovo corso ha già incrociato iniziative simili a quella intrapresa con Articolo 4.

“Credo – aggiunge Guerini – sia la testimonianza di un partito che vuole essere aperto, inclusivo e vuole chiamare all’impegno comune energie che rappresentano pezzi della società italiana dentro una chiarezza di fondo: siamo una forza di centrosinistra, che unisce i riformisti e che la demagogia e la conservazione stanno dall’altra parte”.

Sui fili da riannodare spetta quindi al segretario regionale Fausto Raciti iniziare il delicato compito della ricucitura anche se il deputato di Acireale ritiene che alcuni strappi, veri o solo annunciati, “siano stati largamente sopravvalutati dalla stampa”.

“Invito sempre tutti ad accettare il terreno del confronto – dice Raciti a margine dell’evento di ieri – e noi crediamo in questo percorso“. Quindi l’appello all’unità: “So bene che questi percorsi possono suscitare paura, ma non credo ci sia ragione di averne…”

Eppure ieri in platea e sul palco c’erano tanti ex avversari politici del Pd che adesso si ritrovano nella compagine guidata da Renzi. “Nessun trasformismo” ha puntualizzato Raciti, mentre Guerini fa qualche numero riportando le lancette a quasi un anno fa: “Il 40 per cento ottenuto alle Europee significa che pezzi dell’elettorato moderato che precedentemente avevano guardato ad altre direzioni oggi guardano noi che siamo una forza della sinistra riformista osservata con attenzione da parti della società italiana”.

Già sinistra, fra i pochi a pronunciare la parola è stato proprio Guerini, dopo tante citazioni democristiane, ma quando il ‘caso’ viene fatto notare a Fausto Raciti, il segretario si fa una grassa risata.

“Non ho notoriamente timore ad utilizzarla – commenta divertito alla fine della manifestazione – ho detto riformismo e come sapete è una delle famiglie storiche della sinistra. Credo che il Pd si racconti bene come un grande partito della sinistra europea e penso che quando qualcuno ha l’esigenza di sottolineare troppo le cose denota qualche insicurezza ed io sono sicurissimo…”

Quanto ai neo dem e alle possibili e comprensibili fasi d’ambientamento, Luca Sammartino parlando dei mal di pancia che si sono registrati soprattutto in provincia di Catania esordisce con un incoraggiante e progressista “mi auguro che questi colleghi e compagni di partito possano rivedere e ripensare al loro percorso all’interno del Pd”.

Compagni? Ha cominciato a prendere confidenza con questa parola..? Sammartino sorride, ma poi si fa serio: “Sono uomini e donne che hanno delle idee e che rispettiamo come vorremmo che rispettassero le nostre”.

Mentre in casa Pd  si prova a ricucire da Sel arriva l’assist ai fuoriusciti con una nota del deputato Erasmo Palazzotto: “Noi – si legge – insieme a tanti che stanno riconsegnando in queste ore le tessere del Pd, soggetti singoli e organizzati della sinistra e della società siciliana sentiamo il dovere di contribuire a costruire una alternativa ai gattopardi e al governo Crocetta. Cominceremo il 21 e il 22 marzo a Palermo con #sottosopra” .