La paura aumenta per gli adetti ai lavori nelle provincie d’Italia. Giorni fa il governo ha dato il via l’ibera per l’abolizione delle Province e per il pareggio di bilancio in Costituzione che scatterà dal 2014. Dopo il sì del Senato tra le proteste in piazza, la manovra si avvia alla fiducia anche alla Camera. Oggi secondo quanto stabilito dai capigruppo di Montecitorio l’inizio della discussione in aula è fissato alle 15, mercoledì la probabile fiducia e per giovedì il voto finale.

Il disegno di legge costituzionale desta molti dubbi a numerosi politici italiani. Cancella di fatto la parola province e l’ente stesso. Le Regioni dovranno istituire delle forme associative tra i vari comuni. Dividendo di fatto le Regioni in piu’ aree da governare.

“Chi parla di abolire le Province – dice il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, palesa malafede e scarso senso delle
Istituzioni proprio in un momento in cui si rende necessario il massimo della coesione e delle equità sociale per tentare di sconfiggere la crisi. É ipocrita e demagogico – continua il presidente – pensare di risolvere il problema dei costi della politica abolendo le Province perché, conti alla mano, il trasferimento delle competenze comporterebbe, oltre ad ovvi disagi, anche evidenti maggiorazioni delle spese di gestione”.