Il governo regionale è sempre stato contro l’eolico“. Le parole del Presidente della Regione Rosario Crocetta sono una risposta chiara e netta alle polemiche scoppiate sul “caso eolico”. Un caso apertosi dopo la sfiducia dei democratici alla giunta Crocetta. Proprio il Partito democratico ha deciso di aprire il fronte per mettere in difficoltà il governatore. E il primo a farlo, quando ancora lo scontro non era frontale, è stato Antonello Cracolici che ha evidenziato come la Regione avesse riavviato le conferenze di servizi per approvare i progetti in stand by da anni sull’eolico.

Cracolici insiste anche oggi: “Durante il dibattito d’aula sulla mozione del Pd per lo ‘stop’ a nuovi impianti eolici, dall’assessore Marino è arrivata una risposta ‘a metà’ che dovrà essere completata nel corso della seduta di martedì prossimo. Marino si è limitato ad affrontare gli aspetti procedurali, ha parlato dei vincoli che la burocrazia impone, ma non ha ancora risposto ad una domanda: il governo come intende fare applicare a tutti i rami dell’amministrazione il blocco a nuove autorizzazioni, che a parole sostiene di volere?”.

“Le risposte fin qui date da Marino non sono esaustive – aggiunge – ci aspettiamo che martedì il governo metta la parola ‘fine’ a questa vicenda, anche predisponendo norme come quella proposta da noi che prevede che, nelle more dell’individuazione delle ‘zone inidonee’, si applichi un vincolo esteso a tutto il territorio regionale che impedisca qualunque autorizzazione di impianti energetici alternativi, ad eccezione di quelli per l’autoproduzione”.

A difendere l’operato del governo dalle accuse del Pd era stato, infatti, l’assessore regionale all’Energia Nicolò Marino che avevadefinito “infondate e pretestuose” le accuse dei democratici, i quali “sollevano questioni tecniche per condurre battaglie politiche“. Una battaglia politica dunque.

E Marino è andato oltre. Infatti, la giunta regionale siciliana ha deliberato, su proposta proprio dell’assessore, di sospendere ogni proceduta autorizzata di nuovi impianti eolici fino all’approvazione del piano di zonizzazione per installazione di fonti rinnovabili, da concludersi entro il 27 novembre di quest’anno. Il provvedimento si è reso necessario in considerazione del fatto che, mentre l’amministrazione sta lavorando per predisporre il piano già dal mese di maggio, alcuni giudizi di intemperanza hanno costretto ad autorizzare un’installazione di impianto eolico.

Ma l’assessore all’Energia ha attaccato anche la politica, in particolare “i politici vigliacchi e gli imprenditori della finta antimafia coinvolti nel cartello illecito sui termovalorizzatori”, le parole di Marino, che fa intendere presunti comportamenti non chiari di alcuni soggetti politici non sono piaciuti al deputato democratico Antonello Cracolici.

L’ex capogruppo del Pd all’Ars ha attaccato duramente l’assessore Marino definendo le sue “parole gravi e preoccupanti” e chiedendo all’assessore di “riferire in Aula e fare i nomi”. Proprio il deputato regionale del Pd da tempo sta conducendo una battaglia contro la costruzione di parchi eolici in Sicilia. Prima fra tutti il parco eolico di Castellana Sicula nel parco delle Madonie. Cracolici ha sempre chiesto chiarezza al giunta regionale.

Posizione espressa anche dall’opposizione, dal gruppo Pds-Mpa all’Ars. “Siamo favorevoli alla costruzione di impianti di energia però – ha spiegato il capogruppo Roberto Di Mauro – il governo ha il dovere di stabilire in modo funzionale il dove e il come, però, rispondendo ad esigenze di buon governo del territorio e della sua salvaguardia, autonomia e nel rispetto delle norme statali ed europee”. “Se il governo non interviene attraverso una strumentazione di tipo urbanistico – ha aggiunto -, vuol dire essere assente e non decidere”.

Intanto Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia, scrive una lettera al Presidente della Regione e agli assessori all’Energia, all’Ambiente e ai Beni culturali, sulla questione dell eolico in Sicilia. “La polemica sull’eolico – scrive Fontana – che da qualche settimana è scoppiata all’interno del governo e della maggioranza che lo sostiene ci appare francamente incomprensibile. Le argomentazioni utilizzate sembrano prescindere da un approfondimento reale delle questioni fondamentali, ossia la rivoluzione energetica in corso e la tutela del paesaggio, per attestarsi su posizioni pregiudiziali, quasi ideologiche. La Sicilia è passata da un eccesso all’altro senza riuscire a dotarsi di una seria politica energetica, tanto che ci sarebbe da chiedersi se ci sia mai stata una reale volontà in tal senso”.