Foto e filmati lo ritraggono mentre a Genova, nel 2001, prende parte al G8 compiendo assalti con una violenza inaudita e lanciando bombe incendiarie contro esercizi commerciali e banche. E’ uno dei manifestanti più violenti Francesco Puglisi, catanese 38 anni (nella foto), tanto che sul campo si guadagna l’appellativo di Jimmi Molotov.

Il suo verbo è la devastazione tanto che alla fine della guerriglia di Genova i danni da lui arrecati, assieme ad altri, vengono quantificati in oltre due miliardi della vecchie lire. E’ finita a Barcellona in Spagna la sua latitanza durata un anno: agenti della polizia spagnola lo hanno arrestato al termine di una prolungata attività investigativa, coordinata dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Genova e condotta dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos di Catania, in collaborazione con la polizia francese e spagnola.

In Francia Puglisi si è avvalso di una rete di fiancheggiatori legata ai movimenti eversivi degli anni di piombo. Assieme a loro  ma, prima della cattura, si spostato in Spagna prima a Valencia e poi a Barcelona. L’arresto di Puglisi  è avvenuto in un’abitazione che era stata presa in affitto dalla sua compagna: lui aveva un documento falso.

Francesco Puglisi deve scontare dieci anni di carcere, pena residua di una condanna definitiva della Cassazione a 14 per le devastazione e i saccheggi di Genova del 2001.

Elemento di spicco dell’area anarchica catanese, ha numerosi pregiudizi penali per reati connessi all’ordine pubblico, oltre che per furto, rapina, falso e spaccio di sostanze stupefacenti. Lo stesso era già stato arrestato nel 2000 dalla Digos  di Catania e condannato con sentenza definitiva a un anno di reclusione quando, a seguito del rinvenimento presso il Tribunale di Sorveglianza di Catania di una tanica di benzina, nel corso di una perquisizione presso la sua abitazione vennero rinvenuti  quattro detonatori e 30 candelotti di dinamite e 60 metri di miccia detonante nonché copiosa documentazione d’area.

Per i fatti del G8 Puglisi  venne individuato dalla Digos di Catania attraverso la visione del materiale fotografico raccolto e diffuso dagli inquirenti liguri e nel  dicembre 2002 fu arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, insieme ad altri 22 manifestanti, con le stesse accuse per le quali è stato condannato.