E’ il più renziano fra i ministri renziani del governo Renzi, ma Graziano Delrio che l’amministratore l’ha fatto (e per molti anche bene) a Reggio Emilia sulle questioni che hanno travolto il presidente siciliano Rosario Crocetta interviene con aplomb istituzionale. Quella che a tratti è mancata ad altri esponenti del governo e del Pd nei giorni concitati del caso Crocetta-Tutino.

Il ministro dei trasporti e infrastrutture Graziano Delrio incalzato dai giornalisti a Catania sulla vicenda intercettazioni non si esprime, ma sottolinea: “Crocetta è il presidente della Regione eletto dai siciliani che ha la responsabilità di cambiare la storia”.

Delrio poi precisa: “Mi sono fatto un’idea, però, di una Regione che ha società civile intelligente e amministratori capaci di cambiare la storia. Storia che, invece, è sempre stata raccontata in maniera negativa”.

“Ci sono le risorse – ha aggiunto il ministro- per cambiare questo racconto e il Governo accanto alla Regione e agli locali farà in modo che questo avvenga velocemente”.

“Crocetta una risorsa? – si chiede il ministro- È il presidente votato dai siciliani, quindi, in questo momento è colui che ha la responsabilità di cambiare questo corso. Poi quello che succederà e come, non dipende dallo Stato”.

Insomma nonostante la pioggia di milioni, ben 500, non più i 300 previsti, che permetteranno di pagare gli stipendi ma anche di superare l’impugnativa del bilancio 2016 e 2017, Delrio ribadisce che spetta ancora una volta all’esecutivo regionale ed al governatore uscire dalle secche e ripartire.

Del resto anche la tregua politica fra il Pd e Crocetta suggellata nell’incontro romano fra il segretario regionale Fausto Raciti e il vice di Renzi, Lorenzo Guerini, dovrebbero garantire un po’ di serenità. Almeno apparente.

La palla torna quindi a Palazzo D’Orleans che, come gli studenti rimandati a settembre, dovrà passare le vacanze sui libri per presentarsi al meglio alle sessioni d’esame in programma in autunno e scongiurare la bocciatura, cioè il ritorno alle urne.