“Così non si può continuare. Ci eravamo impegnati tutti a far presto per garantire i precari e a non ricorrere all’esercizio provvisorio. Così come stanno le cose siamo già in estremo ritardo e si rischia di far slittare anche i pagamenti degli stipendi ai dipendenti”.

E’ stato il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, dopo la terza sospensione d’aula per intemperanze, a confermare i conteggi che in molti stavano già facendo e lanciare l’allarme sul rischio che alla fine si debba ricorrere obbligatoriamente all’esercizio provvisorio.

Se approvata stasera stessa o domani la legge di stabilità ed il bilancio della Regione non potrebbero essere pubblicati prima del 24 o 25 gennaio. Già adesso è certo lo slittamento del pagamento degli stipendi al personale regionale di ogni ordine e grado. da 10 giorni sono fermi i pagamenti di ogni tipo da parte dell’amministrazione regionale e n on potranno riprendere prima di febbraio.

Il monito di Ardizzone è forte: “I siciliani, legittimamente, ci guardano e si aspettano interventi concreti. Stiamo, invece, dando un pessimo spettacolo e non rispettiamo l’impegno che noi stessi, come forze politiche, come gruppi, come singoli parlamentari, abbiamo assunto: quello di fare presto.

L’ultimo scontro, superato lo scoglio dell’art 12 sui forestali, approvato ieri sera a tarda ora, adesso si chiama consorzi di bonifica. Il governo ha tentato di superare l’impasse con una riscrittura accorpando gli articolo 13 e 14 della legge di stabilità ma introducendo una ulteriori riforma prima imprevista. Si tratta della soppressione di tutti i consorzi e della nascita di due  due sole strutture: terre sicule per la Sicilia orientale e terre sicane per la Sicilia occidentale.

Ma di motivi di tensione ce ne sono anche diversi altri. C’è la richiesta del vice presidente dell’Ars Venturino di congelare per 5 anni i debiti delle aziende nei confronti di Ircac, Crias e Irfis per dare respiro alle aziende ma questo comporterebbe difficoltà economiche che la Regione non potrebbe coprire. C’è, poi, l’articolo 16 sulle partecipate.

E già dalla stessa maggioranza cominciano ad arrivare segnali di retromarcia rispetto alla “forzatura” di volere giungere subito all’approvazione di una finanziaria complessa e dalle risorse insufficienti per coprire tutte le esigenze. “C’è da chiedersi se atteso ilclima politico non sarebbe stato meglio varare l’esercizio provvisorio per due mesi – dice il redivivo Marco Forzese dei Drs -. Va rilevato – aggiunge – che anche nella coalizione Crocetta emergono distanze su diversi articoli della legge di stabilità. Serve un confronto serrato e faccio appello al presidente Crocetta affinchè già nel corso di pomeriggio avvii una serie di incontri, non escludendo anche il leader dell’opposizione Musumeci, per giungere ad un varo rapido dei documenti contabili e finanziari”.

L’approvazione dell’estemporanea riforma dei Consorzi di bonifica arriva un quarto d’ora prima delle 17. Poi una nuova sospensione per un nuovo raccordo fra capigruppo e governo. Sul tavolo ora ci sono precari e partecipate ovvero le portate forti di questo banchetto