Tanti volontari hanno accolto oggi al Porto di Palermo i 931 migranti soccorsi nei giorni scorsi dalle navi della Marina militare al largo della Libia, giunti a bordo della nave norvegese “Siem Pilot” Si tratta di 931 migranti:i 841 uomini di cui 136 marocchini, un tunisino, un egiziano e altri africani: 64 sono donne, 2 incinte e 26 minori accompagnati.

Tra i volontari giunti di primo mattino al molo Piave un gruppo di diaconi, guidati dall’Arcivescovo Corrado Lorefice e dal vicario episcopale Raffaele Mangano e gli operatori della Caritas diocesana con il direttore don Sergio Mattaliano, il vice Mario Sedia e la coordinatrice Anna Cullotta. Ad accogliere i migranti anche il sindaco Leoluca Orlando con l’assessore alla Solidarietà sociale Agnese Ciulla, i medici dell’Asp di Palermo con il direttore generale Antonio Candela, i volontari della Croce Rossa coordinati dalla Prefettura nella persona della dottoressa Michela Iacona.

“Oggi qui al porto c’è un clima di coralità perché oltre alla comunità cristiana ci sono anche tutti gli altri volontari che fanno la loro parte in un clima meraviglioso di accoglienza. E’ bello che si sappia che Palermo ha tutte queste potenzialità e questa grandezza d’animo che deve venire sempre fuori. Penso che non solo Palermo, ma tutta la nostra Sicilia debba essere un ponte per tutta l’Europa perché diventi accogliente”.

La Caritas diocesana, dopo avere offerto un servizio di prima accoglienza con la somministrazione di latte e the caldo, biscotti, acqua, frutta e panini imbottiti ha messo a disposizione due strutture di accoglienza di Falsomiele e Giacalone per ospitare 150 migranti, e la mensa San Carlo di piazza Rivoluzione.

Per i bisogni dei migranti andranno devoluti anche 2.500 euro raccolti domenica sera in Cattedrale durante la messa della Santa Famiglia alla quale hanno partecipato oltre duemila fedeli.

“Sono piccole cose che testimoniano l’accoglienza della Chiesa di Palermo verso questi nostri fratelli – aggiunge l’Arcivescovo –. E’ questa è la strada che bisogna percorrere perché il mondo ha bisogno di cura e di accoglienza”.

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