L’Ars riprende le fila del bilancio, anzi dell’esercizio provvisorio, da dove lo aveva lasciato, ovvero dai rinvii. Se la fine del 2014 non era bastata per approvare neanche l’esercizio provvisorio, l’inizio del 2015 non sembra aver segnato un cambio di passo.

L’intera giornata di ieri non è stata sufficiente praticamente a far nulla oltre che lanciare e rilanciare polemiche. Tutta la giornata è stata impegnata dai rinvii in commissione di leggine e emendamenti e dalla discussione generale chiusa a tarda ora per rinviare la seduta ad oggi alle 16 quando si entrerà nel vivo dell’articolato ma non solo del bilancio.

Per evitare la legge ‘omnibus‘, il governo ed il parlamento si sono inventati un nuovo stratagemma: la discussione unificata dei disegni di legge per l’esercizio provvisorio, per i precari e per le Camere di commercio. Tre norme ma che si discutono insieme. ne usciranno tre leggi così che non si possa dire che dentro la norma di bilancio ci sono provvedimenti che non riguardano il bilancio. Uno stratagemma nuovo per normalarizzare un vizio vecchio come il Parlamento.

L’Ars ha, così, approvato, per alzata e seduta, il passaggio agli articoli dei primi due ddl. Contro il passaggio agli articoli ha votato il M5s, mentre Forza Italia ha votato a favore “per senso di responsabilità istituzionale” secondo quanto ha detto il capogruppo degli azzurri, Marco Falcone.

Da oggi si ricomincia ma i temi restano tutti in piedi. Si litiga su una norma di esercizio provvisorio per la quale dovrebbero bastare due sedute da un’ora ciascuna o poco più. i deputati tendono a far passare adesso qualche provvedimento, piccole norme come la mini tabella H da 900 mila euro per enti e associazioni, per il timore che poi sia troppo tardi.

Insomma che entro fine aprile si possa fare un bilancio in fondo non è affatto certo