Aperta e subito sospesa la seduta parlamentare dell’Ars che dovrebbe cominciare l’esame del disegno di legge sulla riforma degli Enti locali che comprende anche i tagli al numero dei componenti dei Consigli  comunali e ai gettoni dei consiglieri.

“Il ddl sarà rinviato in commissione Affari istituzionali per essere approfondito e si faranno nuove audizioni, comunque dovrebbe essere approvato prima delle elezioni amministrative di fine maggio”, dice il deputato del Pd, Alice Anselmo.

Non si ferma, dunque, il travagliato iter di una legge che nessuno sembra volere. già prima della finanziaria la norma era stata bocciata con la prima clamorosa bocciatura per governo e maggioranza andati sotto in aula.

I primi a puntare su questa norma sono i 5 stelle che considerano questa una occasione per cancellare lo scandalo gettonopoli. “Una grandissima occasione per rispondere con i fatti allo scandalo gettonopoli che sta travolgendo la Sicilia. Lo scandalo che il Movimento ha tirato fuori un po’ ovunque in Sicilia ha dimostrato, ove ce ne fosse stato bisogno, che le commissione consiliari erano diventate una sorta di stipendificio, senza peraltro recare in tantissimi casi nessun ritorno positivo per la collettività. Si è appurato che quasi ovunque si convocava il maggiori numero di commissioni possibili per portare a casa il massimo dei rimborsi. In pratica le casse comunali erano diventate una sorta di bancomat in servizio permanente effettivo a spese della collettività. Domani si può scrivere la parola fine a tutto questo, basta volerlo. E speriamo che i deputati ci mettano la faccia senza nascondersi dietro al voto segreto”.

 “Non si può più perdere tempo – ha detto Salvatore Siragusa – opponendosi al ritorno in commissione del disegno di legge. L’Ars si è comportata come Ponzio Pilato, ma verrà il momento in cui dovrà esprimersi chiaramente. Noi siamo fermamente per l’abbattimento degli emolumenti. La scusa che la politica debba avere i suoi costi non regge. Non si capisce infatti perché si possa tagliare su tutto tranne che sui consigli comunali”.

Ma all’Ars succede anche altro mentre ancora si aspetta la pubblicazione di una finanziaria che non è arrivata neanche oggi in gazzetta ufficiale ma arriverà, probabilmente venerdì prossimo. Quindici giorni nonostante non esista più il controllo preventivo del commissario dello Stato dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, come gli uffici abbiano dovuto faticare per rendere intellegibile un documento che è una vera accozzaglia di norme con i conti che bisogna far tornare in qualche modo.

Ma l’Ars, si diceva, fa parlare di se anche per altro. Il deputato Giuseppe Federico lascia il Pds-Mpa per andare a Forza Italia. Fin qui niente di che visto che, peraltro, resta nell’alveo dell’opposizione. ma con quest0 ‘spostamento’ diventano 4 i gruppo parlamentari con meno di 5 deputati e che dunque non dovrebbero esistere in  base al nuovo regolamento che ha elevato da 3 a 5 il numero minimo di deputati per un gruppo.

Si tratta di Mpa, Grande Sud e Lista Musumeci fra le opposizioni e del Megafono in maggioranza. 4 deputati ciascuno per i primi 2, tre per gli altri. per tutti vige, però, la deroga e anche questo costa alle casse regionali per il funzionamento dei gruppo