All’Assemblea regionale siciliana si è svolto il dibattito sul Documento di programmazione economica e finanziaria del governo presentato ed esaminato dalle commissioni parlamentari. Ieri a conclusione di seduta, era stato il presidente della commissione Bilancio, Nino Dina a relazionare sul Dpef. Ora è la volta dell’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi.

“Abbiamo voluto dare prova della piena trasparenza di numeri e dati. Abbiamo presentato con chiarezza lo stato attuale dell’economia siciliana. Abbiamo dato contezza della crisi economica che ha colpito il paese in modo rilevante e in particolare nel Mezzogiorno. In questa congiuntura la Sicilia ha pagato un quadro di finanza pubblica molto restrittiva – ha detto Bianchi – I dati che presentiamo danno conto di un 2012 fortemente recessivo e di un 2013 in termini tendenziali ancora recessivo e dal 2014 in poi una stabilizzazione. L’operazione verità che abbiamo fatto non riguarda solo i dati economici ma anche della difficile situazione della Regione che dovrà fare i conti con il taglio dei trasferimenti dallo Stato che peseranno sul nostro bilancio”.

Quindi Bianchi risponde alle critiche dei deputati che avevano fortemente polemizzato sui contenuti e sulle politiche di sviluppo, a loro dire, inesistenti presenti nel Dpef: “Forse eravate abituati a documenti di programmazione economica dove erano presenti molte più parole che numeri magari per trovarci dentro interventi e progetti che nel Dpef non devono esserci. Il Dpef non è il programma del governo. Così come è stato impostato il Dpef va dritto al suo obiettivo: a verificare l sostenibilità macroeconomica dei conti finanziari. Sullo sviluppo, c’è una programmazione complessiva che vale 7,4 miliardi di euro che rappresentano le spese complessive e gli investimenti che potremo realizzare nei prossimi anni. Nonostante la sinteticità dei dati presentati, sono contenuti all’interno del documento, tabelle rappresentative e interessati che danno la linea strategica che intendiamo perseguire nei prossimi anni.

Poi Bianchi si rivolge alla quinta commissione lavoro che ha espresso osservazioni sul documento: “Ci è molto dispiaciuto delle osservazioni che probabilmente tengono conto delle sintesi delle singole voci ma vi invito a controllare bene le tabelle che sono allegate. Noi abbiamo previsto di riattivare la domanda interna di occupazione che è fortemente stagnante. Abbiamo previsto interventi per le agevolazioni fiscali in de minimis nelle zone franche urbane. E’ una risposta immediata alla domanda di lavoro e di coinvolgimento nel processo produttivo di tanti giovani che possono aprire le proprie attività, abbiamo finanziato il credito d’imposta con 40 milioni di euro. Ci sono molte cose nelle tabelle. Ci sono molti interventi definiti e qualificati nelle tabelle. Diciamo che abbiamo preferito il conto che il racconto delle cose”.

La seduta dell’Ars è stata rinviata a martedì prossimo quando in aula dovrebbe essere presente anche il presidente della Regione che relazionerà sulla costituzione della commissione d’inchiesta permanente sul fenomeno della mafia.