E alla fine sarà commissariamento per i conti siciliani ma politicamente indolore. la visita del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio oggi a Palermo non è casuale e si lega in maniera strettissima alla crisi di governo regionale in atto. Quello che emergerà dagli incontri odierni sarà un commissariamento ‘di fatto’ per i conti siciliani ma non nella forma.

Proprio per questo motivo il governatore Rosario Crocetta avrebbe voluto chiudere entro ieri sera la sua giunta e presentarsi stamani a Delrio con gli assessori in carica per non lasciare spazio all’inserimento nella trattativa di un nome romano che sia gradito proprio al governo Renzi.

Ma andiamo per ordine nello spiegare cosa accadrà oggi e nei prossimi giorni: fatti che legheranno a doppia mandata la crisi di governo regionale con la crisi dei conti siciliani.

Mostrati nei dettagli i conti il governatore Rosario Crocetta chiederà al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio di “spalmare” il debito siciliano in dieci anni. Non si parla solo dei residui attivi per i quali c’è già una sorta di accordo in merito, ma dei quasi 3 miliardi di euro che mancano per chiudere il bilancio di previsione 2015.

Crocetta non ne fa un mistero “Io non sono contrario alla manovra di stabilità del governo Renzi – dice il Presidente della Regione che prende le distanze dal documento firmato da tutte le altre regioni d’Italia – è inutile che dicano che non possono tagliare gli sprechi e dovranno tagliare i servizi. Tutte le Regione sprecano. Quindi ok ai tagli da 4 miliardi alle Regione. noi taglieremo ed abbiamo già individuato i tagli da fare al personale regionale senza licenziare. Abbiamo in corso i prepensionamenti nella Formazione, quelli nella Forestale. insomma abbiamo un piano di dimagrimento dell’intera macchina regionale allargata molto vasto che completeremo in tre anni, quelli che ci restano di mandato”.

Dunque Crocetta ha pronti tagli dolorosi e sacrifici che lui sostiene non saranno da massacro sociale. ma sono tagli che permetteranno di risparmiare nel tempo e non nell’immediato “D’altronde – continua il governatore – i risparmi fatti nella sanità devono restare in sanità. non si possono certi considerare sprechi i Lea )Livelli essenziali di assistenza) e questo Renzi lo sa. e non si può neanche chiedere ad una Regione che sta tagliando sprechi da quando siamo arrivati due anni fa, di pagare di colpo tutto il debito accumulato dalle passate gestioni.Devono darci il tempo per fare le cose”. Dunque un piano di rientro in dieci anni.

La risposta di Delrio sarà un sì, ma si tratterà di un sì condizionato. Le garanzie del il sottosegretario plenipotenziario di Renzi chiederà in cambio per evitare il tracollo dei conti siciliani e dunque il tracollo politico ed amministrativo di Crocetta sarà un commissariamento velato. Di fatto da Roma indicheranno il nome dell’assessore regionale all’Economia. un uomo di Renzi ma che sia espressione, diretta o indiretta, del Ministero dell’economia e Finanze. Dio fatto sarà un commissariamento ma non lo si potrò definire così essendo una nomina volontaria.

Si tratterà di un ampliamento del concetto già espresso prima con Luca Bianchi e poi mitigato con Roberto agnello. Ma stavolta Roma non dovrà solo gradire ma indicare in maniera diretta quell’assessore. Chiaramente Crocetta lo nominerà come uomo suo e il Pd siciliano lo sposerà come indicazione propria negando fino alla morte che si tratti di una parte dell’accordo con Roma.

Ma non è l’unica condizioni che Delrio chiederà a nome di Renzi. Alla Sicilia si darà anche un periodo di prova. Niente bilancio di previsione entro dicembre. Si presenterà il documento e l’Ars dovrà approvare l’esercizio provvisorio in modo da procedere in dodicesimi almeno fino ad aprile, termine ultimo assegnato dalla legge per questo sistema di gestione del bilancio.

In questo modo Roma avrà sei mesi di tempo (due ne restano nel 2014 e quindi con il vecchio bilancio e 4 con il nuovo) per verificare che vengano rispettai i patti ma anche per valutare cosa accade a livello nazionale ed eventualmente scegliere come gestire i prossimi passaggi da un punto di vista elettorale. Insomma finito il semestre europeo un pensierino su eventuali elezioni anticipate si tornerà a farlo e sapere di poter gestire anche la Sicilia inv ista di un eventuale passaggio dalle urne non è un cattivo pensiero politico.

Tutto questo passa dagli incontri di oggi e dal rimpasto nella giunta Crocetta. un rimpasto, dunque, che si dovrà necessariamente fare nel fine settimana e non si poteva chiudere con i tempi inizialmente indicati da Crocetta. Lui, il governatore, ci aveva comunque provato, ora da come termine quello di martedì. Sa bene che, diversamente salta l’accordo con Renzi e la sua Sicilia non se lo può permettere