Continua la mobilitazione dei 206 dipendenti di Acque potabili siciliane, la società che gestiva il servizio idrico integrato in 52 comuni del Palermitano e dichiarata fallita dal tribunale del capoluogo siciliano il 29 ottobre scorso
(GUARDA IL VIDEO). Dopo giorni di proteste e richieste di aiuto alle istituzioni, i lavoratori non sanno ancora cosa ne sarà di loro.

Nel primo pomeriggio una delegazione di dipendenti (10 persone) insieme ai rappresentanti sindacali è stata ricevuta a Palazzo d’Orleans da Rosario Crocetta. I lavoratori hanno presentato al governatore una proposta elaborata con le sigle sindacali: l’affidamento del servizio all’Ato Idrico Palermo I sino alla nascita dei sub-ambiti previsti dal disegno di legge sul riordino dei servizi idrici in Sicilia. Una prospettiva per la quale chiedono comunque dei fondi regionali.

Stamattina, i lavoratori riunitisi in corteo, hanno attraversato le vie del centro di Palermo sino a Palazzo Comitini mandando il traffico in tilt. Poi hanno incontrato il commissario straordinario della Provincia di Palermo, Domenico Tucci che si è impegnato a partecipare alla soluzione della vertenza. I dipendenti, che potrebbero già da lunedì ricevere le lettere di licenziamento, guardano adesso con speranza al vertice di martedì pomeriggio in Prefettura tra il commissario Tucci, il prefetto Cannizzo ed i curatori fallimentari di Acque potabili siciliane.

“Noi lunedì saremo al lavoro – riferiscono i dipendenti – anche perché questa situazione ha già provocato gravi disagi ai cittadini. Le istituzioni devono intervenire. Non si può chiudere dall’oggi al domani un’azienda che svolge servizi essenziali per la popolazione“.

Il governatore Crocetta ha rassicurato i lavoratori impegnandosi ad agire per scongiurare il licenziamento. “Adesso siamo più sereni – commenta dopo l’incontro il dipendente Mario Motta – e ringraziamo Crocetta con la tempestività con cui ci ha ricevuto. Attendiamo martedì, e chiediamo a chi parteciperà al vertice di fare di tutto per salvare 206 famiglie”.