A portare in alto la voce dei sindacati  e a chiedere un cambio di rotta al governatore Crocetta sui temi del lavoro sono i tre leader confederali siciliani. I segretari Maurizio Bernava (Cisl), Michele Pagliaro (Cgil) e Claudio Barone (Uil), insieme a Piazza Politeama a Palermo, attaccano il governo frontalmente e gli rimproverano di fare soltanto propaganda e non aver attuato, in questi otto mesi a Palazzo d’Orleans, le politiche anticrisi necessarie per dare una scossa all’economia dell’Isola.

Una manifestazione unitaria siciliana che anticipa la mobilitazione nazionale del 22 giugno indetta a Roma dai tre sindacati confederali che ha portato a Palermo oltre mille delegati sindacali da tutta l’Isola. Anche l’assessore all’Economia, Luca Bianchi, è al Politeama per ascoltare le richieste dei sindacati.

Il segretario regionale della Cisl, Maurizio Bernava, dal palco del teatro Politeama, dove si celebra la giornata di mobilitazione generale in Sicilia contro le politiche del governo Crocetta, diffonde un messaggio unitario che è una pietra lanciata contro il governo regionale. “È la tempesta senza fine di una crisi che non ha precedenti e i cui effetti in Sicilia hanno travolto tutti i settori dell’economia, che costringe il sindacato siciliano a mantenere una pressione convinta e forte su ogni livello di governo. È l’emergenza sociale, che impone strategie concrete e concrete azioni di governo. In sede Ue, dal governo nazionale, dai governi locali. È la pesante situazione economica e sociale siciliana sempre più grave e senza sbocchi, che obbliga il sindacato confederale a mobilitarsi per il lavoro, lo sviluppo produttivo, per nuove tutele socialiLa Sicilia è l’area più colpita dalla recessione. Mentre il Pil cala, i consumi crollano, l’indebitamento pubblico sale così come il tasso di povertà che in Sicilia investe quasi il 30% delle famiglie, il centro della scena del governo regionale, da ben otto mesi ormai, è occupato unicamente da vicende e querelle politico-elettorali. E il tema della crisi, e della necessaria strategia anticrisi e per lo sviluppo produttivo, è di fatto scomparso dall’agenda delle priorità. Ma dalla crisi si esce solo se concorrono con strategie efficaci, rapide e mirate, sia il governo nazionale che quello regionale. Dunque, la Sicilia deve sentire l’urgenza e il dovere, non solo politico, di attrezzarsi con una propria strategia anticrisi, che al momento non c’è”.

Dialogo e negoziato sono invece le priorità che Michele Pagliaro, segretario regionale della Cgil, chiede a Rosario Crocetta e al suo governo. “Il presidente della Regione – dice Pagliaro – non tema il confronto con il sindacato. E’ inammissibile che in tanti mesi ci sia seduti a discutere solo episodicamente sull’onda delle emergenze e nella maggior parte dei casi solo per trovare soluzioni temporanee, come nel caso dei precari. La Sicilia, in questo momento, ha bisogno di un progetto di ampio respiro che abbia come cardini il risanamento dei conti, le politiche per il lavoro e lo sviluppo, il welfare, le tutele sociali. Siamo disposti a fare la nostra parte, ma a patto che anche che anche il governo faccia la propria, aprendosi immediatamente al confronto con le parti sociali  che chiedono cambiamento vero e non a parole, riforme e investimenti per uscire dalla crisi garantendo ai lavoratori tutte le forme dii tutela possibili”.

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La Uil è un sindacato riformista e se il governo regionale porterà avanti le riforme, tutelando i lavoratori, avrà il nostro appoggio”. Queste la parole del segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone,  che aggiunge: “Siamo stati sempre critici sul modo in cui si è governato in Sicilia e intendiamo sostenere chi dichiara di voler cambiare le cose. Ma diciamo anche, e con chiarezza, che difficilmente l’Amministrazione potrà farlo senza il coinvolgimento dei sindacati. Siamo convinti – continua il leader della Uil – che ci siano soluzioni valide per tutte le emergenze sociali, che si possano tutelare i lavoratori e creare condizioni per lo sviluppo. Chiederemo alla Regione di fare la propria parte fino in fondo. Buono l’accordo già siglato per la Formazione professionale. Adesso resta ad affrontare la stabilizzazione dei precari. Bisogna fare ripartire l’edilizia e in generale provvedere al pagamento dei debiti delle Pubbliche amministrazioni. E’, infine, fondamentale utilizzare le risorse della Comunità europea per dotare l’Isola delle tante Infrastrutture di cui c’è bisogno e fare ripartire l’economia. Confermiamo, ancora una volta, – conclude Barone – che saremo a fianco della Regione nel chiedere al Governo nazionale la giusta attenzione alle esigenze della nostra Isola”.