Trentadue lavoratori in nero sono stati scoperti in 5 aziende sulle 39 aziende agricole controllate dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del comando provinciale di Ragusa.

L’operazione segue l’allarme lavoro nero e caporalato in agricoltura al centro delle polemiche di questa estate dopo i fatti di Bari. Anche la sicilia, infatti, aderisce alle manifestazioni contro lo sfruttamento del lavoro nei campi che in questo periodo dell’anno cresce a dismisura.

I Carabinieri hanno contestato sanzioni amministrative per 145.150 euro. Durante le ispezioni, compiute insieme con gli ispettori del Lavoro civili, sono state verificate 114 posizioni lavorative di 58 italiani, sette bengalesi, 20 rumeni, 16 tunisini e 13 albanesi. Delle 39 aziende controllate ben 34 sono risultate in regola con le posizioni dei dipendenti e dei lavoratori stagionali e occasionali

Cinque le aziende che adoperavano 32 lavoratori in nero. Si tratta di ventinove italiani, due romeni e una tunisina. Nonostante la gravità delel contestazioni, visto che oltre il 20% della forza lavoro era in nero, i carabinieri non hanno comminato la sanzione accessoria della sospensione dell’attività per evitare che il raccolto vada perso

In particolare, in una azienda in territorio di Vittoria sono stati scoperti un romeno ed un albanese in nero su tre lavoratori presenti. nello stesso territorio una azienda aveva solo lavoratori in nero: tre su tre tutti italiani. In una terza azienda di Santa Croce Camerina, è stato trovato un lavoratore tunisino in nero su due presenti. infine, in una azienda agricola, a Scicli, è stato contestato al titolare l’impiego di due lavoratori in nero, un italiano ed un albanese, su tre presenti.

In una quarta azienda agricola, sempre nell’agro di Vittoria, ad un imprenditore e’ stato contestato l’impiego di tre lavoratori italiani in nero su tre presenti.