Accaniti fan del Natale, “selfatori” seriali e social network dipendenti, urge fare un patto. Almeno quest’anno, durante i giorni di festa non mi inonderete la bacheca Facebook di post di auguri dove sono taggato sul disegno di un albero addobbato insieme ad altri cento vostri contatti. E, soprattutto, non dovrà essere il solito proliferare di scatti banali, su Instagram o su qualsiasi altro social.

Vi ricordo che il Natale arriva per tutti, quindi se volete condividere qualcosa, almeno quest’anno operate una selezione basata su ciò che gli altri non possono ammirare semplicemente voltando lo sguardo.

Capisco che il vostro motto possa essere “uno scatto è per sempre”. Pensate però alla sua riuscita, perché a Natale tutto è bello, ma per l’atmosfera che lo circonda, e che spesso una foto non può cogliere. Per quest’anno, facciamoci un regalo: evitiamo i cliché e diciamo “no” ai seguenti soggetti.

 

LE CARTE DA GIOCO – “Calate” sulla tavola insieme agli spicci in vista, durante le festività sono quasi più fotografate di posacenere e Converse.

LE PALLE – Ricordate la regola: se tutti ne hanno a palate, è inutile che gli mostri le mie. Palle (di Natale) annesse.

LE GHIRLANDE – Davvero? Le ghirlande? Solo a me più del Natale ricordano la morte?

LA CIOCCOLATA CALDA – Signore e signori, vi presento una originalissima tazza fumante. Roba da far rivoltare nella tomba Warhol…

LE UNGHIE DECORATE – Sui social network sono immancabili, anche in versione natalizia. Gusti soggettivi a parte, avete mai fatto caso alla riuscita di queste foto? Sembrano tante mani amputate bloccate in una presa da strangolamento fashion.

SELFIE COL MAGLIONE NATALIZIO – Colin Firth ne indossava uno con la renna in “Il diario di Bridget Jones”. E non se lo filava nemmeno la zitella più imbranata d’Inghilterra.

I GIOCHI DA TAVOLA – I soggetti vintage sembrano essere l’unica certezza nella carriera fotografica di molti contatti. Ho visto più Monopoli immortalati da prospettive innaturali che foto di cuccioli. E non fotografare un cucciolo – si sa – è umanamente impossibile.