Cooperazione tra Regione, enti locali e soggetti pubblici interessati; reperimento dei fondi necessari e di personale accuratamente formato e selezionato; istituzione di un ufficio di comando vigile sul settore programmazione. Sono i cardini su cui ruota il nuovo disegno di legge per il riordino del sistema bibliotecario regionale, elaborato dalla Sezione Sicilia dell’Associazione Italiana Biblioteche, in collaborazione col Presidente nazionale Stefano Parise e il responsabile degli enti locali all’Osservatorio lavoro e professione Nerio Agostini.

Un disegno di legge composto da 20 articoli che mira soprattutto a ridurre il gap tra il sistema bibliotecario siciliano e quello delle altre regioni italiane, basandosi su alcuni documenti internazionali che costituiscono dei punti di riferimento per l’emanazione di norme nel settore, come spiega Stefano Parise.

“Il settore bibliotecario siciliano – sottolinea il presidente nazionale dell’ABI (Associazione biblioteche italiane) – si è trovato a dover recuperare su un ritardo di quasi 40 anni rispetto agli standard nazionali, ma ha comunque il vantaggio di ripercorrere l’esperienza fatta dalle altre regioni”.

Il deputato regionale del PD e firmatario del disegno di legge, Mariella Maggio, ha invece puntato il dito contro gli errori fatti in passato dalla Regione sull’utilizzo dei fondi comunitari che ha distribuito a pioggia senza una reale programmazione. “Questo disegno di legge – ha detto la Maggio – permetterà di gestire al meglio i fondi ridefinendo le competenze della Regione e degli enti pubblici.”