“C’è una occasione perduta, che temo pagheremo: non essere riusciti a contrapporre ad un pessimo sindaco uscente di destra un candidato che fosse condiviso da tutte le forze di buona volontà. Mi riferisco a tutte quelle forze di centrosinistra, del Movimento 5 Stelle,delle realtà civiche che in tutti questi anni hanno, ognuno a suo modo, fatto sentire la loro voce. Mi pare di capire, invece, si andrà con tre-quattro candidati che di certo non si riconoscono nell’amministrazione uscente…”.

Non usa mezzi termini e va dritto alla questione, il vice segretario nazionale di Sinistra e Libertà, il catanese Claudio Fava che con BlogSicilia analizza lo scenario politico in vista del voto amministrativo del 9 e 10 giugno.

Secondo l’esponente nazionale di Sel “Enzo Bianco è il candidato più ortodosso del centrosinistra e al di là della specchiata onestà della persona e dei suoi meriti, e” chiaro che riproporre un candidato sindaco che diventò primo cittadino esattamente 25 anni fa, non fa onore alla città e alla politica. Dico questo senza togliere nulla, voglio ribadirlo, alla figura di Enzo Bianco”.

“Evidentemente -continua Fava- però deduco che a Catania, nell’ultimo quarto di secolo, non c’è stata la capacità di produrre una generazione politica con proposte, personalità ed autorevolezze che fossero legittimate“.

Il giornalista, scrittore e regista evidenzia inoltre che “sul piano della ‘disperata’ necessità di raccogliere fino all’ultimo dei voti disponibili, nella coalizione di Enzo Bianco io ritrovo ‘personale’ politico da ‘ancien règime’ che ha avuto pesanti e dirette responsabilità dello sfascio amministrativo della città. Insomma – sottolinea – se in nome dell’emergenza, ogni volta, dobbiamo mettere una pietra sul passato e restituire il candore e la verginità politica a chi candido e vergine non lo è affatto… Beh, mi pare sia un errore”.

Secondo Claudio Fava “si sarebbe potuta costruire una squadra, una proposta politica che attingesse anche a chi non viene dall’esperienza politica in senso stretto, ma da esperienze civili importanti che a Catania hanno un grande radicamento”. Il numero due di Sel, però, specifica che “in fondo, quanto accade a Catania è perfettamente in linea con quanto avviene nel Paese…”.

Intanto, però, proprio nella sua città il suo partito non è riuscito a comporre una propria lista per il consiglio comunale. Ma Claudio Fava, comunque, non si scompone: “con uno sbarramento del 5% è complicato proporre una lista che non sia soltanto di testimonianza. Poi si è fatta una scelta che in gran parte non condivido, ovvero, di entrare in un listone civico  dentro una coalizione ‘minestrone’ di liste, riproposte e ripescaggi che non mi entusiasma particolarmente…“.

Fava, infine, non fa pronostici sull’esito del voto catanese, ma si dice certo che “ci sarà un voto forte per Grillo, per il centrodestra e per Enzo Bianco e la sua coalizione. Prevedo insomma una ‘naturale’ frammentazione…”.