Le spese per la realizzazione del bypass che ha riportato l’acqua del Fiumefreddo a Messina sono a carico dell’Amam. Ne è sicuro il commissario per l’emergenza idrica Calogero Foti dopo le polemiche al Comune.

Alla Protezione civile che con ordinanza nazionale ha messo sul piatto due milioni di euro occorrerà occuparsi della messa in sicurezza della collina di Calatabiano. “La Protezione Civile regionale non dovrà spendere un centesimo per l’ulteriore progetto definitivo di riparazione della condotta di Calatabiano – ha precisato Foti – siamo intervenuti sulla pericolosità del versante franoso in una settimana laddove altri hanno fallito. E’ il proprietario della rete idrica che deve pagare i danni subiti dalla popolazione”.

Consumatori Associati chiede intanto un dibattito aperto per accertare le responsabilità dei disagi che sono costati milioni di euro alle famiglie ed ai commercianti della città di Messina.

L’Assessore De Cola ha dichiarato sulla stampa testualmente: “insieme a Signorino (ndr Vice Sindaco di Messina) incontriamo l’Ing. Galatà (ndr ex Direttore Generale dell’Acquedotto fino a 15 anni fa, data del suo pensionamento) che ci dice che lui ha fatto tutto l’acquedotto. Ma allora la responsabilità di questo disastro di rete cittadina è comunque in gran parte sua”…..“ Abbiamo appreso quindi che il responsabile di tutto sarebbe l’Ing Galatà – dichiara l´’Avv Fiorillo, Presidente di Consumatori Associati – “ è una dichiarazione di una gravità incredibile su cui va fatta chiarezza in tutte le sedi”.

“Sembra che non ci possa essere alternativa o l’affermazione dell’Assessore è vera – prosegue Fiorillo – ed in questo caso l’Ing Galatà è stato esposto legittimamente alla pubblica infamia, ovvero si tratta di un clamoroso tentativo di addossare ad altri 15 anni di mancata gestione dell’acqua, se è vero come è vero che Galatà è andato in pensione 15 anni fa“.

Pertanto Consumatori Associati invita“ De Cola, Galatà nonchè i vertici dell’Amam ad un pubblico confronti poiché stanno per essere avviate centinaia di azioni di responsabilità contro l’Amam da Consumatori Associati e Confcommercio per i grandissimi disagi causati dalla mancanza del prezioso liquido. Sottrarsi al confronti implica sempre una ammissione di responsabilità e le proprie affermazioni vanno difese e chiarite in tutte le sedi. I commercianti ed i cittadini di Messina non possono rimanere con il dubbio ne si può ipotizzare di indicare un capro espiatorio per nascondere responsabilità di altri“.