Si parla di start up al terzo giorno di lavori di Expobit. Alle Ciminiere di Catania, dove è in corso la diciassettesima edizione del salone dell’innovazione tecnologica, nell’ambito dei workshop organizzati dalla società editrice del mensile il Sud e di BlogSicilia, si parla di finanziamento alle nuove idee di imprese mettendo direttamente a confronto il mondo del credito con la presenza di alcuni dei più importanti esponenti del mondo bancario siciliano e i giovani impegnati nelle start up.

Tre esempi di aziende appena nate e un’esemplificazione immediata di quanto siano innovative le aziende impegnate nel mondo della tecnologia. Il primo a intervenire “dimostrando” la propria idea di impresa è Francesco Pieragostini di Ring2us. Tocca quindi a Luigi Giglio cofondatore di Appsbuilder, società impegnata nella creazione delle applicazioni sul sito aziendale con sistemi preformati che consentono agli utenti di realizzarli in “autonomia”. Parla quindi, moderato da Arturo Motti che segue i lavori di tutta la mattina a SudWebExpo, Antonio Gentile, ad di InformAmuse, impegnata nelle applicazioni per siti museali ma non solo.

Si ribalta dunque il tavolo e la parola va ai “bancari”: come si finanziano le aziende “giovani” per cui lo Stato ha approvato alcune misure nel decreto sviluppo. Parla Salvatore Malandrino di Unicredit che parte illustrando il saldo fra la nascita delle nuove imprese e la “morte” di quelle esistenti. Un saldo ancora pesantemente negativo. Una tendenza che percentualmente si ridimensiona quando le imprese sul mercato sono quelle innovative, sostiene Malandrino che quindi illustra i requisiti del “Talento delle idee”, l’iniziativa dell’istituto di credito romano a favore delle giovani imprese italiane. “Noi non ci limitiamo a finanziare le nuove imprese, il nostro lavoro – sostiene Malandrino rivolto ad una platea di giovani startuper o potenziali imprenditori nel campo delle tecnologie, delle innovazioni e dell’editoria che seguono il workshop – parte dallo scouting che serve all’identificazione delle startup ad alto livello potenziale fino all’accompagnamento ai primi mesi dell’avviamento d’impresa”. Tre le aziende finanziate in Sicilia per Talento delle idee: Etnamatica di Catania, Lympha di Caltanissetta e AnEcoDesign. “Abbiamo individuato un progetto di formazione già delle scuole medie superiori per offrire un vero programma di studio sulla cultura d’impresa rivolto agli studenti e alle famiglie: abbiamo erogato 13 mila ore di formazione rivolgendoci a quasi 4000 partecipanti”.

Santo Sciuto del Credito siciliano parla invece delle modalità di finanziamento della propria azienda bancaria in relazione agli investimenti nel mondo delle start up. Interviene a gamba tesa il comemrcialista Antonio Pogliese che parla sul tema del “credito alternativo” alle aziende innovative e tecnologiche: “Guardata che la costituzione tutela il risparmio non il credito. Lo dico perché le banche hanno una missione aziendale ben precisa, quella di tutelare il risparmio non di erogare finanziamenti. Allora il problema è la bancabilità delle idee di impresa”. In mancanza cioè di un’idea aziendale trascinante e per cui valga davvero l’erogazione di un credito di start up, l’erogazione del credito si è nel tempo contratta.

Marco Romano, già direttore generale dell’assessorato regionale alle Attività Produttive, è responsabile del Parco scientifico e tecnologico di Catania, parla dell’inghippo dei business plan. “Diciamoci la verità, i business plan possono essere artatamente organizzati. Come lo vuole una banca? Gli sarà fatto in quel modo e non renderà merito alle idee di impresa che siano veramente innovative e in grado di confrontarsi col mercato”.

Nell’associazione dei parchi scientifici nazionali, Marco Romano ha la delega all’innovazione: “Abbiamo lavorato a lungo con il ministero dello sviluppo economico in queste settimane.Nel decreto sviluppo ci sono parametri per accreditare i professionisti che lavorino nell’ecosistema. Mi spiego: quante volte le nuove aziende si sono ritrovate a che fare con avvocati non in grado di affrontare i problemi che si pongono via via? Quante volte i commercialisti non sono in grado di rispondere alle esigenze di un’azienda start up”. Quindi Marco Romano provoca la sua platea: “In Restart (il documento dedicato alle start up dal decreto sviluppo del ministero) si ribalta un concetto che non viene compreso nella logica comune: fallire non è una lettera scarlatta che ogni imprenditore si pone sull’abito e che compromette il suo futuro creditizio. Fallire è bello – dice provocatoriamente Romano – perché vuol dire che ci si è messi in discussione”. La discussione in sala quindi si anima proprio in riferimento ai criteri inseriti in Restart, attualmente in fase di esame nelle commissioni parlamentari, per definire le nuove start up.

Antonio Perdichizzi è il presidente dei giovani industriali di Catania: “Noi abbiamo un’idea, quella di far diventare Catania una start up city. Abbiamo un piano per l’insegnamento della cultura d’impresa che va dalle scuole elementari a quelle superiori con vari gradi di insegnamento ovviamente. All’Università abbiamo la Business plan competion. Ma la cultura d’impresa si fa diffondendo fra i giovani il valore dell’imprenditorialità. Catania, in questo momento, insieme a Roma e Milano è forse la città più attiva nel settore delle nuove aziende. Vi segnalo lo sportello, ImprendiCatania, della nostra associazione che offre contatto con il venture.  Un modello esportato in Sicilia diventando ImprendiSicilia e poi ImprendItalia”.

Umberto Lacommare è responsabile del consorzio Arca di Palermo, che in collaborazione con l’Università di Palermo ogni anno lancia il premio Startcup. “Il tema è essenzialmente educativo. A Palermo c’è ancora una mentalità ristretta a considerare il lavoro un posto, un’occupazione. C’è ancora resistenza a considerare il valore del lavoro che è un atto creativo”.

Mario Bucolo, imprenditore, racconta dell’iniziativa del comune di Catania che il 2 febbraio prossimo porterà sotto l’Etna un confronto serrato “StartUp Vs investitori”. “Si tratterà – dice – di un evento in cui sono le start up a chiedere e ottenere il confronto con gli investitori. Saremo noi a gestire l’evento, a gestire direttamente i dibattiti ed anche a finanziarli”.