Addio sogni di gloria. La sconfitta di Pescara fa tornare con i piedi per terra la formazione rossoazzurra. Inutile parlare di play off, sperare ancora di raggiungere la serie A, la classifica è preoccupante ed è necessario prendere coscienza di come al momento il Catania sia invischiato nella lotta per non retrocedere.

Le parole in sala stampa dell’allenatore Dario Marcolin e dell’attaccante Emanuele Calaiò, fanno emergere stati d’animo contrastanti. L’allenatore pur avendo dichiarato di “pensare partita dopo partita”, è apparso più ottimista dell’attaccante che ha invece parlato in maniera chiara di salvezza, dimostrando estrema lucidità nell’analizzare il difficile momento.

Dobbiamo pensare a giocare partita dopo partita senza guardare calendario o classifica – ha evidenziato l’allenatore – Potevamo vincerla se solo Martinho a sei minuti dalla fine avesse gestito diversamente la sua occasione e se Sansovini, invece, non avesse fatto quell’eurogol da 50 metri. Avremmo potuto parlare di una partita diversa. Siamo stati poco cattivi sotto porta, sembrava da un momento all’altro che potessimo segnare. Abbiamo sprecato una buona occasione”.

L’attaccante Calaiò, dà definitivamente l’addio ai play off: da giocatore d’esperienza, parla da capitano e tra le righe lancia in conferenza stampa un messaggio chiaro anche ai suoi compagni: “bisogna allenarsi bene per ottenere risultati”.

“Basta parlare di play off – ha dichiarato nel post gara di Pescara Catania – dobbiamo solo pensare a tirarci fuori dai guai. Facciamolo il prima possibile e pensiamo a concentrarci in allenamento per poi fare bene anche in campo durante la partita. Sento ancora parlare di spareggi, ma dobbiamo capire che è arrivato il momento di essere meno belli e più concreti. Siamo stati poco incisivi, sono arrivati pochi palloni giocabili. Perché succede sempre fuori casa? Forse per una questione di mentalità”.