Lo definiscono “improbabile decreto”, il cui esito – il ritiro – è considerato scontato. E’ la Legacoop Pesca Sicilia che interviene sul decreto dell’assessore regionale alle politiche della Pesca, Dario Cartabellotta in cui si consentiva la prosecuzione della pesca del novellame da consumo, “messa fuori legge dal regolamento europeo sulla pesca nel Mediterraneo entrato in vigore nel 2010”, sottolinea in una nota la Legacoop.

Pino Gullo, il presidente della Lega delle cooperative della Pesca però sottolinea: “Il bando europeo contro le cosiddette pesche speciali ha causato un contraccolpo pesantissimo su intere marinerie che basano la loro sussistenza su questa attività stagionale e tradizionale. Probabilmente la soluzione di questo dramma sociale non è così immediata, ma è un percorso difficile da costruire con la collaborazione della ricerca scientifica, per garantire la prosecuzione di queste attività nel quadro di un prelievo controllato e sostenibile volto ad assicurare la rinnovabilità delle risorse ittiche”.

Quindi entra nel merito del provvedimento della Regione siciliana stoppato dell’intervento del governo nazionale che ha imposto alle capitanerie di porto di bloccare la pesca del novellame nelle acque siciliane. “L’iniziativa della Regione Sicilia, se certamente rappresenta un tentativo di dare sollievo ai pescatori e anche una provocazione, utile ad accendere i riflettori sul problema, di fatto non tiene conto dei rigidi paletti fissati dall’Unione Europea, che vanno rispettati se si vuole ottenere un minimo di risultato senza incappare in una procedura di infrazione certa, di cui farebbe le spese l’intero settore” sostiene Gullo che poi entra nel merito della questione del piano di gestione la cui assenza viene denunciata anche dall’assessore Cartabellotta: “In Liguria e Toscana, si è ottenuto il via libera della Ue per continuare a pescare il rossetto me è stato possibile solo a fronte della redazione di un dettagliato Piano di Gestione che, per il tramite del Ministero, è stato sottoposto all’attenzione della Commissione Europea. Dobbiamo anche essere consapevoli, precisa Gullo, che agli occhi di Bruxelles, bianchetto e rossetto non possono essere messi sullo stesso piano. L’uno, il rossetto, è una specie adulta di piccola taglia, mentre l’altro, il bianchetto, è la forma giovanile del pesce azzurro (alici e sardine), e come tale oggetto di particolare attenzione da parte della sensibilità ambientalista della Commissione”.

Lega Pesca, quindi, ritiene che il fatto che per il bianchetto la strada sia in salita non può comunque indurre a gettare la spugna. “Intendiamo tutelare la categoria nel pieno rispetto delle regole e senza lasciare alcune strada intentata – sottolinea il presidente di Legacoop Pesca Sicilia – Mettendo fin d’ora a disposizione l’esperienza e la competenza delle nostre strutture tecniche e di ricerca specializzate, Lega Pesca è pronta a lavorare a fianco dell’assessore Cartabellotta per arrivare alla predisposizione di un Piano di gestione per le pesche speciali siciliane, che consenta di non trovarci impreparati per i prossimi anni”.