Nasce a Niscemi, nel nisseno, l’Osservatorio permanente per la Legalita’, un organo che vede protagoniste le diverse anime della citta’. “La legalita’ – spiega Giovanni Di Martino, sindaco di Niscemi e promotore del progetto – e’ un punto fermo della nostra attivita’ amministrativa. E’ un percorso che si caratterizza di diversi punti. Primo fra tutti quello dell’analisi storica ed economica del fenomeno mafioso nella nostra citta’. Solo attraverso la conoscenza approfondita di atti e’ possibile costruire un progetto
di mutamento di questo cancro. Con questo strumento l’amministrazione comunale vuole fare dell’antimafia l’ennesimo percorso di cittadinanza attiva, dove i cittadini, in ogni espressione, si rendano protagonisti consapevoli di quello che accade tutti i giorni a Niscemi.

Gli obiettivi dell’Osservatorio sono, innanzitutto quello di accrescere e diffondere la cultura della legalita’ e della democrazia, nonche’ potenziare il monitoraggio degli investimenti pubblici e rendere piu’ efficace la trasparenza degli atti relativi alla pubblica amministrazione”.
Tra i principi statutari c’e’ anche il progetto di elaborare modelli di interpretazione e di conoscenza dei temi dello sviluppo socio economico e culturale, al fine di ricostruire le dinamiche storiche che nel tempo hanno determinato il radicamento del fenomeno mafioso. A questo si aggiunge l’obiettivo di predisporre una mappatura dell’economia locale per elaborare modelli finalizzati all’individuazione dei settori maggiormente a rischio: usura ed estorsione. In questo modo si avviera’ la possibilita’ di incoraggiare azioni comuni di collegamento tra associazioni, enti, persone impegnati, sia territorialmente che a livello nazionale.
Per il raggiungimento di questi obiettivi l’Osservatorio operera’ su piu’ versanti: con la pubblica amministrazione per ridurre nodi ed inefficienze, per una politica dell’occupazione, per il risanamento ambientale e per sottrarre manodopera alla criminalita’. Con la societa’ civile attraverso politiche ed azioni di sviluppo dal basso; con la scuola, prima ed
insostituibile risorsa per l’educazione alla legalita’.

A questo si aggiunge la cooperazione con il mondo produttivo, disposto a denunciare il racket delle estorsioni, nella stessa direzione anche la collaborazione con la Consulta giovanile.
Il neonato Osservatorio non ha colori politici, e’ aconfessionale e senza alcuno scopo di lucro.