Quella di denunciare il pizzo “e’ stata sempre una scelta di dignita’ e liberta’ e rimane tale la scelta di schierarsi per la legalita’. Ritengo che la situazione economica attuale dell’imprenditore lo spinga a farla diventare una scelta di convenienza”. Lo ha detto il prefetto Santi Giuffre’, commissario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, a margine della “Giornata di incontro di formazione integrata” in corso alla Prefettura di Palermo.

“Ci sono diversi elementi da valutare – ha aggiunto Giuffre’ -. Liberta’, scelta di vita, dignita’, ma anche economicita’”.
E ancora: “La complessita’ della materia che noi trattiamo impone di fare rete, impone lo stare assieme. Incontri come questi servono a misurarsi sul campo, a confrontare le idee, a vedere di sburocratizzare il piu’ possibile le pratiche. L’idea – ha concluso Giuffre’ – e’ quella di un’esigenza di celerita’ delle pratiche: laddove siamo convinti che la vittima sia veramente vittima del racket bisogna fare ogni sforzo possibile e immaginabile per velocizzare”.