Si sta realizzando in Sicilia in questi giorni un progetto che vede protagonisti molti giovani italiani ed europei che insieme ad altrettanti coetanei provenienti dall’area penale minorile interagiscono insieme all’interno delle riserve naturali di Isola delle Femmine, di Gela e di Priolo.

La Fondazione Giovanni e Francesca Falcone insieme ad alcuni partner italiani ed europei quali il Centro per la Giustizia Minorile della Sicilia, Confindustria Sicilia, InformaGiovani, Czech Youth Programme The Duke of Edinburgh’s Awards (Repubblica Ceca) e la Fundacio Privada Fucat (Spagna), ha come obiettivo quello di sperimentare e sviluppare un sistema di intervento integrato che supporti un percorso di recupero e integrazione che porti i giovani, provenienti da contesti socio-culturali degradati o da realtà criminali o di mafia, a staccarsi culturalmente e gradualmente dal loro ambiente di origine.

Le attività che si stanno avolgendo all’interno delle riserve naturali siciliane verranno presentate alla stampa in simultanea, alle ore 11.00 di domani, martedi 30 agosto presso le tre riserve di Isola delle Femmine (Lungomare “Punta Passaggio”), di Priolo (Ingresso Riserva Lungomare) e di Gela (Museo della Riserva).
Il direttore del Centro Giustizia Minorile di Sicilia, Angelo Meli sarà presente alla conferenza stampa di Isola delle Femmine per illustrare il progetto.

Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone dichiara in proposito: “In virtù e in nome di quelli che sono gli obiettivi della Fondazione che rappresento e dunque, anche per continuare idealmente e concretamente ma con strumenti diversi il delicato lavoro che svolse il magistrato Francesca Morvillo ho sviluppato con entusiasmo l’idea del progetto “Da vittime di violenza ad attori di non violenza”. Lo abbiamo portato avanti con determinazione e con il convincimento che solo attraverso una educazione concreta e pragmatica, che miri alle esperienze di scambio culturale, si possa agire sul recupero di tanti giovani svantaggiati. La mobilità internazionale, il volontariato e le istituzioni preposte possono fare molto in un’ottica di cooperazione e parternariato finalizzato a progetti empirici che coinvolgono attivamente i ragazzi a rischio di devianza per riportarli ad una sana educazione alla legalità.”

ve.fe