Ad una settimana dalla morte di Lino Leanza, Sicilia Democratica, il movimento fondato dal deputato regionale scomparso lo scorso 30 maggio si interroga sul proprio futuro.

Le ultime elezioni amministrative, le prime senza il sostegno diretto di Leanza, consegnano poi un dato che testimonia una discreta presenza di Sicilia Democratica soprattutto nel Catanese che, nei Comuni dove sono state presentate le liste, raggiunge il 5 per cento o ci si avvicina parecchio. Senza contare -e non è poco- il gruppo parlamentare all’Ars e la presenza di amministratori e consiglieri in parecchie città dell’Isola. Insomma un patrimonio importante e che fa gola a tanti, ma che al tempo stesso rischia di essere disperso qualora il movimento non trovasse una linea comune.

Ecco perché la questione che anima il dibattito interno, ovviamente, è il percorso da intraprendere capendo soprattutto chi dovrà guidare Sd dopo Leanza che di fatto non ha lasciato un vero e proprio delfino. Ieri il sindaco di Belpasso e segretario catanese di Sd, Carlo Caputo è uscito allo scoperto.

“I rischi, sono quelli che la creatura “Sicilia Democratica” prenda vie che non erano nei pensieri di Lino, si evolva o regredisca a funzioni meno nobili – scrive il primo cittadino belpassese – . C’è il rischio che possa diventare una sorta di “lista civetta”, o venga assorbito in gruppi politici più vasti o peggio ancora diventi merce di “sciacalli” della politica che poco o nulla avevano a spartire con Leanza. Lino voleva una forza politica “autonoma”, questa autonomia deve permanere”.

Caputo entra nel merito delle dinamiche politiche e spiega: “Personalmente, non potrò mai essere sintesi del gruppo parlamentare, proverò però a raccogliere i riferimenti della provincia di Catania, un patrimonio umano straordinario, questo è il mio compito, questo nel ruolo di segretario provinciale la funzione che Lino a voluto consegnarmi. Convocherò a breve un’assemblea provinciale dove saranno presenti anche decine di amministratori e attivisti pronti a partecipare al progetto Sicilia Democratica”.

Stamani sono intervenuti il vicesindaco di Misterbianco, Marco Corsaro, ed il capogruppo consiliare Rossella Zanghì che di fatto raccolgono l’appello lanciato da Carlo Caputo.

“Arriva il momento della “maturità” e noi ci sentiamo pronti a raccogliere eredità di Lino – scrivono in una nota – continuare a “fare” sarà il nostro motto, consapevoli dell’ arduo compito ma sicuri di avere nella mente e nel cuore idee chiare”.

Corsaro e Zanghì pensano già ad “una struttura organizzata e capillare su tutta la provincia che sia snella ma incisiva, ma soprattutto che sia rappresentativa delle istanze lanciate dagli “ultimi”, perché , la priorità è , come ha sostenuto sempre Leanza, il sostegno alle classi più deboli, a chi vive nelle difficoltà ed è proprio da questo che bisogna ripartire”.

I prossimi giorni saranno determinanti per comprendere percorsi e scenari in grado di disegnare il futuro della creatura pensata da Leanza.