Come previsto non ci sarà la paventata impugnativa dell’esercizio provvisorio. dopo aver mostrato i muscoli Roma è tornata sulle proprie posizioni annunciando a Crocetta, e solo a lui, che è stato tutto un equivoco.

Un messaggio chiaro quello lanciato al governatore al quale viene così detto, fra le righe: “stai attento, possiamo affossarti quando e come vogliamo. Conosciamo tutti i punti deboli formali e politici”.

E dunque un semplice avvertimento su un argomento di difficile leggibilità per i non addetti ai lavori e sui quali si può far vedere cose che non ci sono salvo poi far rientrare tutto nella coscienza che non è questo il tema sul quale Crocetta potrà cadere.

E allora spazio alla soddisfazione del governatore “Come avevo detto – dichiara – non c’era alcuno scontro col governo Renzi, si trattava solo di un equivoco che è stato superato alla luce dei chiarimenti che abbiamo fornito a Roma”.

Un equivoco, la medesima parola usata dall’assessore Baccei sull’argomento prima ancora di parlare con Crocetta. I dubbi erano emersi da
una nota trasmessa alla Regione dalla ragioneria generale dello Stato che chiedeva delucidazioni sul rapporto squilibrato tra entrate e spese, dovuto, ha chiarito Palazzo d’Orleans, al fatto che il bilancio provvisorio è stato tarato su quattro mesi.

Ma il bilancio provvisorio, per sua stessa natura e definizione, è provvisorio. Non ci sarebbero stati ne modi ne tempo per giungere ad una sentenza. Entro il 30 aprile deve arrivare quello definitivo. Certo una impugnativa sui principi che animano il bilancio avrebbe messo in seria difficoltà anche il bilancio di previsione che dovrà arrivare entro 40 giorni.

Di fatto, al momento, tutta questa vicenda ha solo spostato di qualche altro giorno l’approvazione in giunta del bilancio che deve andare all’Ars e per il cui iter restano, appunto, 40 giorni appena.

Il confronto sotterraneo Roma-Palermo esiste e resta in piedi, anzi forse ha fatto un passo in avanti. Non è un caso se proprio mentre gioisce per il chiarimento Crocetta manda anche a dire ai sindacati che non devono scioperare perché le riforme sono indispensabili a partire dal pubblico impiego. il massacro sociale è sempre più dietro l’angolo e quanto visto fino ad ora potrebbe essere davvero nulla in confronto a quanto potrà essere richiesto per salvare conti insalvabili