L’estorsione passa anche dai social network. E’ quanto scoperto dalla polizia a Modica, in provincia di Ragusa, dove due persone sono state incastrate da ricattatori che con semplici stratagemmi erano riusciti a chiedere anche 20 mila euro per evitare che le foto delle loro vittime finissero on line. A denunciare gli episodi sono stati gli utenti raggirati che non si conoscono tra loro.

Il primo caso riguarda un professionista che intento a lavorare al computer, è stato adescato da un messaggio da parte di un sito apparentemente lecito, che lo invitava a fornire alcuni dati personali. La vittima entrava in confidenza con le persone al di là della tastiera credendo di chattare con una donna, così i rapporti diventavano sempre più intimi giungendo alla comunicazione visiva tramite webcam.

L’uomo, sollecitato dalle avanches, si sarebbe spogliato davanti al monitor mettendo a disposizione dell’interlocutore immagini e dati personali che, successivamente, sono stati adoperati per ricattarlo. La ‘donna virtuale’, infatti, avrebbe richiesto 20.000 euro per non divulgare le foto ed i video di cui era entrata in possesso, così il professionista ha capito di essere stato incastrato e si è rivolto alla polizia.

L’altro episodio è ancora più inquietante perché la vittima del raggiro è un minorenne. Lo stratagemma è sempre lo stesso: il ragazzino accettata l’amicizia social di una presunta coetanea residente al Nord Italia, ingannato da un falso profilo con la foto di una ragazza. Anche il giovane ha messo on line le proprrie immagini divenendo così preda del ricattatore che gli ha chiesto 5.000 euro per evitare di divulgare un video.

In entrambi i casi i malviventi hanno agito adoperando server esteri e gli inquirenti non escludono che i protagonisti del raggiro possano essere stranieri perché avrebbero chiesto alle vittime di versare le somme pretese, in cambio del silenzio, tramite le agenzie locali che si occupano di transazione monetarie con l’estero. L’oscuramento immediato dei contatti ha interrotto ogni richiesta estorsiva.

La polizia raccomanda un utilizzo prudente dei social network e della rete in genere, chiedendo anche ai genitori di prestare attenzione all’uso che i ragazzi fanno del web.