Vediamo cosa succede, personalmente non voglio fare dichiarazioni, ascoltiamo il discorso di Letta e poi decidiamo”. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, arrivando in Senato, ai cronisti che gli chiedono se voterà la fiducia al governo Letta, prende tempo. Dopo una giornata di polemiche, soprattutto nel suo partito, con il rischio scissione, il Cavaliere non ha ancora deciso.

“Gli italiani ci urlano la voglia di cambiamento”. Enrico Letta parla in Senato per chiedere la fiducia al proprio governo nel pieno di una tempesta che sta scuotendo il centrodestra. “L’Italia corre un rischio che potrebbe essere fatale, sventare questo rischio dipende da noi, dalle scelte che assumeremo, dipende da un sì o un no“.

Coraggio e fiducia“. E’ quanto ha chiesto all’Aula del Senato il presidente del Consiglio Enrico Letta. “Coraggio e fiducia è quello che torno a chiedervi – ha detto -. Mi appello al Parlamento tutto: dateci fiducia per realizzare questi obiettivi, per ciò che si è fatto e impostato in questi pochi mesi“. Una fiducia, ha tenuto a sottolineare, “che non è contro qualcuno, ma è per l’Italia”.

“L’11 marzo 1947 – ha ricordato – un grande liberale, Benedetto Croce, si rivolse ai suoi colleghi dell’Assemblea Costituente con le stesse parole che voglio dirvi oggi prima di votare si’ o no alla fiducia. Ciascuno di noi ora si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non dare con suo voto poco meditato un pungente rimorso”. “Il Paese è stremato da mille conflitti – ha precisato -. E’ l’occasione giusta per dire basta, basta con la politica da trincea, concentriamoci finalmente su ciò che dobbiamo fare”.

Ma, aggiunge Letta, le prospettive di ripresa ci sono: “Oggi in poco tempo possiamo riformare la politica: i provvedimenti sono all’esame del Parlamento, se rapidamente discussi faremo una svolta con la pubblica opinione. Il tempo di attesa è scaduto”. “L’ho detto a tutti quelli con cui ho parlato nelle ultime settimane: ce la possiamo fare sia nel campo delle riforme che nel campo dell’economia”.

“In cinque mesi di governo c’e’ già stato un primo, significativo sollievo fiscale per gli italiani – ha proseguito Enrico Letta al Senato sottolineando: “A chi ancora fa polemica sulle tasse ricordo che gli italiani hanno pagato meno tasse per oltre 3mld di euro e con la legge di stabilita’ e i provvedimenti collegati ci sara’ la riduzione del carico fiscale sul costo lavoro per datore e lavoratore”.

E’ iniziato intanto in Senato il dibattito sulle comunicazioni del premier Enrico Letta. Eventuali mozioni di fiducia o di sfiducia, ha detto il presidente Piero Grasso, dovranno essere presentate prima della conclusione.

Dopo l’intervento del premier Enrico Letta, Silvio Berlusconi ha indetto una riunione del gruppo del Pdl del Senato.

Standing ovation del Pd al termine del discorso di Enrico Letta al Senato, gelo del Pdl. Dopo le parole del premier, lunghi applausi arrivano anche da Scelta civica e Udc. I senatori di Silvio Berlusconi invece rimangono immobili al loro posto senza applausi, tranne pochissimi tra cui Carlo Giovanardi. Berlusconi ostenta totale indifferenza nei confronti del premier. Anche quando Letta si rivolge ai banchi del Pdl chiedendo la fiducia al governo, Berlusconi parla con alcuni suoi senatori senza prestare ascolto. Anche il capogruppo Renato Schifani non presta attenzione alle parole del presidente del consiglio conversando a lungo con Maria Rosaria Rossi.

Terminate le comunicazioni, Letta guarda più volte in direzione del cavaliere e dei senatori Pdl. Notando il gelo rivolge pero’ lo sguardo al Pd che lo applaude calorosamente. Berlusconi, prima di lasciare l’aula del senato, snobbando il governo e i ministri Pdl, si ferma alcuni minuti con un capannello di suoi senatori vicino ad una delle uscite. Prima che vada via, va a salutarlo il leader Udc Pier Ferdinando Casini.