Il consiglio d’amministrazione del Consorzio legalità e Sviluppo Madonita si schiera al fianco del suo presidente Vincenzo Liarda. Il sindacalista della Cgil è indagato dalla Procura di Termini Imerese con l’accusa di aver ‘autoprodotto’ le minacce a suo carico:  una ventina di lettere minatorie accompagante anche da un’auto bruciata ed alcuni alberi tagliati in un terreno di sua proprietà.

Il Cda esprime attraverso una nota “piena fiducia nel lavoro della magistratura, si associa a quanti chiedono che il corpo inquirente faccia luce nel più breve tempo possibile sulle accuse”.

“Il consiglio d’amministrazione – prosegue la nota – è vicino al presidente Liarda e alla sua famiglia in queste ore e giorni difficili e si augura che possa, al più presto, dimostrare l’estraneità ai fatti contestatogli. Il consiglio d’amministrazione riconosce al Presidente Liarda correttezza e trasparenza nella gestione del Consorzio e il merito di aver riportato, con le sue battaglie, il bene confiscato di Verbumcaudo sotto il controllo dello Stato democratico, sottraendolo all’illegalità e all’ambiguità come dimostrano gli atti amministrativi e processuali di cui è stato oggetto per lunghi anni.”

“Il presidente Liarda in piena sintonia con il consiglio d’amministrazione, – concludono i componenti del Cda del Consorzio –  fin dal primo istante del suo insediamento, si è battuto giorno dopo giorno affinché il bene di Verbumcaudo venisse restituito alla collettività madonita attraverso la costituzione di cooperative di giovani del territorio, mediante l’utilizzo di un bando pubblico, e potesse così diventare fonte di occupazione, reddito e strumento di affermazione della legalità.