Travestito, viados, drag. Il transessuale che si prostituisce, l’orgoglio gay ridotto a patologico esibizionismo. Espressioni che riempiono le pagine dei giornali, troppo spesso usate con superficialità ed approssimazione e che oltre a ferire i diretti interessati forniscono un quadro distorto della realtà.

Le parole hanno un peso ed un valore, lo sanno bene gli addetti ai lavori del mondo della comunicazione, spesso non esenti purtroppo dal pregiudizio riguardante l’omosessualità e la transessualità.
Giornalisti e operatori della comunicazione si sono confrontati a Palermo in occasione del seminario “L’orgoglio e i pregiudizi, per una informazione rispettosa delle persone Lgbt”. A Villa Niscemi, una tappa significativa del ciclo di incontri organizzati da Redattore Sociale su incarico dell’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali, il capoluogo siciliano ha infatti ospitato a giugno il Pride Nazionale 2013.

L’informazione che non discrimina: non solo buona pratica giornalistica e rispetto di ogni identità di genere ed orientamento sessuale ma soprattutto concretizzazione del principio di obiettività ed imparzialità del racconto che i media non dovrebbero mai perdere di vista. Un dovere di chi informa ed un diritto di chi viene informato, un’esigenza della società tutta, confermata ancora dai dati. Nel 2012, l’11,2% dei casi di discriminazione segnalati all’Unar hanno riguardato ancora, l’orientamento sessuale.